Ddl del gruppo all’Ars di Diventeràbellissima: "Stop ai rifiuti nucleari in Sicilia"

Il disegno di legge a firma dei deputati regionali Alessandro Aricò, Giorgio Assenza, Pino Galluzzo, Giusi Savarino e Giuseppe Zitelli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La Regione Siciliana sancisca lo stop al nucleare in Sicilia e al transito ed alla presenza, anche transitoria, di materiali radioattivi e/o nucleari non prodotti nel territorio regionale. Lo prevede un disegno di legge a firma dei deputati regionali di DiventeràBellissima- Alessandro Aricò, Giorgio Assenza, Pino Galluzzo, Giusi Savarino e Giuseppe Zitelli- redatto sulla base dei principi costituzionali e delle competenze esclusive in materia di urbanistica ed ambiente attribuite dallo Statuto Speciale nonché delle attribuzioni in via concorrente in materia di salute pubblica, protezione civile e governo del territorio di cui al terzo comma dell’articolo 117 della Costituzione. Aricò: "Siamo al fianco del presidente Nello Musumeci, il quale ha tempestivamente istituito un Gruppo di lavoro che elaborerà le motivazioni a sostegno della ferma contrarietà della Regione alle proposte della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee. Il piano del Governo nazionale pubblicato dalla SOGIN appare assolutamente irrazionale e mette a rischio, laddove dovesse essere attuato, la sicurezza ambientale e sanitaria delle popolazioni dei territori interessati". Inoltre i firmatari del disegno di legge aggiungono che le scelte strategiche avviate negli anni dalla Sicilia sono state indirizzate verso la valorizzazione dei beni culturali, del turismo, del rilancio del territorio e dei prodotti tipici del settore agroalimentare, in una dimensione di attrattività turistica e naturalistica, circostanza certamente incompatibile con la pubblicazione del piano in oggetto ma soprattutto assolutamente in contrasto con quello che potrebbe essere definito come un “territorio nuclearizzato”.

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