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VIDEO | Gli amici ricordano Dario Farrauto, travolto da una volante in via Dante: "Deve avere giustizia"

Quattro anni fa lo schianto mortale all'incrocio con via Sammartino: "Chi ha amato Dario, chi continua a sentirlo suonare nella sua testa, ha voluto far sentire il suo personalissimo modo di denunciare la sua mancanza"

"Succede che manchi". Una frase scritta su un biglietto stretto tra le mani dei suoi amici. Un video con le note di Goodbye kiss dei Kasabian per ricordare Dario Farrauto, il giovane rimasto ucciso nell'incidente con un’auto della polizia, all’incrocio tra via Sammartino e via Dante. Era il 9 giugno 2017. Ieri il Modcafè, il pub di via Bara all’Olivella che il "Farra" aveva aperto insieme a un socio e amico, ha voluto tenere alta l'attenzione sulla vicenda. "Da quel giorno - è il messaggio che accompagna il video - sono trascorsi quattro interminabili anni. Anni di vuoto e di attesa di una giustizia che tarda ad arrivare". Sulla morte del giovane c'è un processo in corso.

"Nei suoi trent’anni - si legge - Dario Farrauto è stato tante cose. Soprattutto è stato un riferimento. Da sempre, da subito. Se fosse stato una composizione musicale Dario sarebbe stato il Canone di Pachelbel, la linea di basso più geniale della storia: orecchiabile, emozionante, coinvolgente nella sua estrema, ripetitiva semplicità. Così tanto da essere utilizzato da molti grandi della musica per creare alcuni dei loro brani più famosi. Questo la volante che lo ha travolto e ucciso alle 2.10 del mattino del 9 giugno 2017, attraversando ad alta velocità l’incrocio tra via Dante e via Sammartino con il semaforo rosso, contromano e senza sirena, non poteva saperlo. Non poteva sapere e, forse, continua a ignorare di aver cancellato per sempre, dalla vita di chi lo ha conosciuto, pezzi interi della storia della musica che si sono serviti proprio del Canone di Pachelbel per diventare indimenticabili: un pezzo del “Flauto Magico” di Mozart, “A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum, “Let it Be” dei Beatles, “No woman no Cry”, “Albachiara”, “Don’t look back in anger” degli Oasis, addirittura “Questo piccolo grande Amore” di Baglioni, giusto per citarne alcuni. Da quel 9 Giugno quella musica possiamo suonarla solo nella nostra testa, non c’è più da nessuna parte. Da quella notte, il 9 giugno è diventato Ceremony per tutti quelli che hanno conosciuto e amato Dario. Ceremony è ricordo, è commemorazione, ma è soprattutto musica. E’ la possibilità di far suonare insieme, solo per un giorno, quei brani che ci hanno tolto. Purtroppo, a causa del Covid, quest’anno, come l’anno scorso, Ceremony dovrà essere solo virtuale, ma abbiamo trovato il modo di esserci comunque".

Il post si conclude così: "Chi ha amato Dario, chi continua a sentirlo suonare nella sua testa, ha voluto far sentire il suo personalissimo modo di denunciare la sua mancanza. Come il Canone di Pachelbel che esiste in brani diversissimi tra loro per genere, ritmo e forma, Dario riusciva a mettere insieme gente di tutti i tipi. Ceremony continua a farlo. Purtroppo non è stato possibile, per questioni di spazio, inserire tutti coloro che avrebbero voluto dare il loro contributo, ma la rete è grande, per cui attraverso la condivisione sui social, siamo sicuri di riuscire a mettere insieme tutti".

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