Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Cultura in Sicilia, la Rete Latitudini all’assessore Amata: "Preoccupati per il taglio allo stanziamento Furs"

"Mette a rischio il futuro dei lavoratori delle imprese di spettacolo"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La Rete Latitudini ha inviato una nota all’Assessore Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Elvira Amata, sulla riduzione dello stanziamento Fondo Unico Regionale Spettacolo - Furs nella Legge di Stabilità 2023, esprimendo forte preoccupazione sulle ricadute che si avranno sulle imprese di spettacolo private. “Constatiamo con grande amarezza che lo stanziamento del Furs 2023, dapprima incrementato dalla base annuale di 5.500 a 5.800 migliaia di euro, in Commissione Bilancio è stato ulteriormente ridotto a 5.276 migliaia di euro. Tale dato è preoccupante e sconfortante. Il Furs 2023, peraltro già drasticamente ridotto a soli 5.5 milioni di euro, rispetto ai 6,5 milioni di euro del biennio 2020/21 e ai 6,8 milioni del 2022, subisce un ulteriore drammatico taglio”, esordisce la nota della Rete siciliana di Drammaturgia contemporanea, che conta quasi sessanta organismi associati.

La missiva è stata inviata dopo il recente incontro avvenuto negli uffici dell’Assessore Amata, nel corso del quale una rappresentanza del settore privato dello spettacolo dal vivo aveva evidenziato, dati alla mano, il ruolo strategico rivestito in Sicilia da questa realtà molto attiva e multiforme. Nella nota si ribadisce: “Con la nostra azione, diffusa in tutti i territori siciliani, anche quelli più remoti e mal collegati, con il sostegno del Furs, riusciamo a incrementare l’offerta di Teatro, Musica Danza; riportando in vita strutture teatrali in stato di semi abbandono e anche reinventando luoghi di spettacolo in aree non convenzionali, quali siti archeologici, nei luoghi della cultura, scolastici e del disagio (ospedali, carceri etc.). Riteniamo ormai maturi i tempi affinché venga superata l’iniqua disparità di trattamento tra il settore pubblico e quello privato, garantendo al nostro settore pari dignità.

Nell’incontro abbiamo denunciato che il Furs, in finanziaria, era stato ingiustificatamente e pesantemente ridotto di circa un milione di euro rispetto agli anni 2020, 2021 e 2022” Nella nota si espongono anche alcuni dati significativi: “Il settore privato vanta una platea di soggetti molto vasta, parecchi dei quali oggi riconosciuti di interesse pubblico dalla Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura – Fus nazionale e quindi assicura, pur con un esiguo stanziamento regionale, l’occupazione di oltre 500 dipendenti stabili e di 1.000 dipendenti stagionali, con un costo medio annuale pro capite per l’erario regionale di € 2.955 per lavoratore (un dato occupazionale per difetto, in quanto relativo solo ai dati dei Teatri sovvenzionati come prima e seconda Fascia dalla L.R. 25/07 - Furs).

Di contro, il settore pubblico, con un enorme stanziamento regionale, occupa solo circa 849 dipendenti stabili e 506 stagionali, con un conseguente costo medio annuale per l’Erario regionale di ben € 38.026 per lavoratore” (dati resi pubblici dagli organi di stampa). Infine, il settore privato incide per circa l’11%, sulla spesa complessiva regionale 2023 per lo spettacolo (attualmente di complessivi 50,5 milioni di euro), mentre il comparto pubblico pesa per circa l’89% dell’intero stanziamento. L’ulteriore e inopinato taglio ai fondi FURS 2023, avvenuto in ARS, lo ha ridotto a poco più di 5 milioni di euro; minando fortemente la sopravvivenza delle tantissime Associazioni e la tenuta occupazionale per migliaia di lavoratori dello spettacolo, del suo indotto e di altrettante famiglie”. Al termine della missiva, gli operatori dello spettacolo hanno chiesto un incontro urgente con l’Assessore Elvira Amata.

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