Viadotto crollato dopo una settimana, nuovo rinvio per il processo: incombe la prescrizione

Lo Scorciavacche, sulla Palermo-Agrigento, venne inaugurato prima di Natale 2014 e venne giù il 30 dicembre. Il dibattimento è impantanato da quasi 3 anni e ora che doveva ricominciare da zero è stato bloccato da un problema nelle notifiche. Tra gli imputati anche l'ex presidente dell'Anas, Pietro Ciucci

Il viadotto Scorciavacche dopo il crollo

Il viadotto Scorciavacche restò in piedi per appena una settimana: inaugurato prima del Natale 2014, infatti, non arrivò intero a Capodanno, perché crollò il 30 dicembre. Il processo a carico di 13 persone, tra cui l'ex presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, è però impantanato da quasi tre anni e, ora che doveva finalmente ripartire da zero, si è aperto ed è stato subito rinviato per un problema di notifiche. Nel frattempo, le accuse di falso ed attentato alla sicurezza stadale contestate dalla Procura rischiano di cadere in prescrizione: sono rimasti due anni e mezzo, infatti, per arrivare ad una sentenza definitiva.

Il crollo del ponte, che si trova sulla Palermo-Agrigento, nel territorio di Mezzojuso, secondo il sostituto procuratore Giovanni Antoci, che ha coordinato le indagini, sarebbe avvenuto perché l'opera sarebbe stata costruita su un terreno instabile. Elemento che sarebbe stato noto sia all'Anas che alla "Bolognetta scpa" che realizzò i lavori. Tuttavia, si decise di inaugurare lo stesso il viadotto, addirittura prima della data prevista per la consegna, senza collaudo, ma in pompa magna. 

L'indagine era stata chiusa dalla Procura di Termini Imerese a giugno del 2017. Già durante l'udienza preliminare, però, gli avvocati sollevarono un problema di competenza territoriale, sostenendo che la sede naturale del processo avrebbe dovuto essere Palermo, dove sarebbe stata firmata l'ordinanza per l'apertura del ponte, e non Termini, dove invece era avvenuto materialmente il crollo. Il gup respinse l'eccezione e rinviò tutti a giudizio. Oltre a Ciucci, gli imputati sono anche altri dirigenti dell'Anas, Alfredo Bajo, Stefano Liani, Michele Vigna, Salvatore Giuseppe Tonti, Claudio Bucci, Maria Coppola, e poi i vertici della "Bolognetta scpa", Pierfancesco Paglini, Stanislao Fortino e Giuseppe Russello, Fulvio Giovannini, Giuseppe Buzzanca e Nicolò Trovato.

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Il fascicolo, però, finì prima per errore alla sezione monocratica, poi venne assegnato ad una delle sezioni collegiali, che - per equilibrare i carichi di lavoro - decise di mandarla all'altra. A gennaio dell'anno scorso, quando finalmente il processo era iniziato, gli avvocati riproposero la questione della competenza territoriale. Che venne accolta a marzo dai giudici, che decisero così di trasferire tutto a Palermo. E' stato necessario quindi ripartire da zero e fissare una nuova udienza preliminare, che effettivamente si è tenuta qualche giorno fa davanti al gup Claudia Rosini. Ma che è stata subito rinviata per un difetto di notifica. E' probabile, peraltro, che quando si entrerà nel vivo, venga nuovamente sollevato il problema territoriale: sembra infatti che l'ordinanza di apertura del ponte sia stata firmata ad Agrigento e non a Palermo. 

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