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La croce disegnata sulla porte del giudice

La croce disegnata sulla porte del giudice

Una croce nera sulla porta del giudice Aiello, indagano i carabinieri

Qualcuno ha notato quel segno fatto con un pennarello e ha allertato i carabinieri. Il gup, che si sta occupando - fra le altre cose - del processo che vede imputati 40 presunti boss e gregari, in passato era stato etichettato da uno di loro come "crasto"

Una croce sulla porta di un giudice. I carabinieri hanno trovato il simbolo disegnato con un pennarello all’ingresso della stanza del tribunale di Nicola Aiello e che fino a ieri pomeriggio nessuno tra i dipendenti o le forze dell’ordine avrebbe visto. Destinatario dell’intimidazione è il gup che si sta occupando del processo al clan di Porta Nuova i cui imputati avevano anche chiesto la sua ricusazione che però è stata rigettata dalla corte d’Appello.

L’allarme è scattato anche sulla base dei precedenti, per i quali è stata disposta la vigilanza del giudice Aiello. Durante un’udienza del processo nato dopo l’operazione Panta Rei uno degli imputati si sarebbe riferito a lui utilizzando - come sentito da una guardia penitenziaria - l’espressione “questo crasto”.

Adesso bisogna chiarire se l'episodio va considerato un gesto intimidatorio o uno scherzo di cattivo gusto. I carabinieri stanno cercando di acquisire tutte le immagini della videosorveglianza per scrutare passaggi sospetti nei corridoi del palazzo nuovo del Tribunale.

Solidarietà al giudice è stata espressa dal plenum del Csm. In apertura della seduta pomeridiana il consigliere Ercole Aprile ha posto all'attenzione dell'Assemblea la vicenda del giudice di Palermo sottoposto a una "grave intimidazione" mentre è impegnato in un delicato processo contro la mafia. Ferma condanna e solidarietà al gup di Palermo è stata espressa da tutto il plenum del Consiglio.

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