I loro risparmi in fumo per il crac della Banca popolare di Vicenza, palermitani saranno risarciti

Sono tutti correntisti di Banca Nuova che avevano acquistato le azioni tra il 2010 al 2014 e che non sarebbero stati informati dei rischi. L'istituto di credito è stato poi incorporato da Intesa Sanpaolo che dovrà restituire 165 mila euro

Tra il 2010 e il 2014 avevano investito quasi 165 mila euro in azioni della Banca popolare di Vicenza, rassicurati dal promotore finanziario di Banca Nuova che si trattava di un'operazione senza rischi e che comunque sarebbe stato possibile recuperare facilmente il capitale. Invece - dopo il crac dell'istituto di credito - quei cittadini si erano ritrovati con dei titoli che erano in realtà carta straccia e avevano perso tutti i loro soldi. Da qui la decisione di fare causa all'istituto di credito, con l'assistenza dell'avvocato Paolo Di Stefano (nella foto). Il giudice della quinta sezione del tribunale civile, Andrea Illuminati, adesso ha condannato Intesa Sanpaolo, che nel frattempo ha incorporato Banca Nuova, a pagare complessivamente quasi 165 mila euro a una coppia, a un'azienda e altre due persone ritenendo vi siano "gli estremi di un grave inadempimento" da parte dell'istituto di credito.

avvocato Paolo Di Stefano-2I risparmiatori da sempre hanno sosenuto di non essere stati correttamente informati sul tipo di prodotto finanziario acquistato e di ignorarne i rischi e per il giudice "anche se la banca ha dedotto la correttezza del proprio operato, tuttavia non ha offerto prova alcuna circa la consegna del prospetto relativo all'offerta dello specifico prodotto finanziario in concreto acquistato dagli attori" e "neppure vi è prova che prima della sottoscrizione dell'aumento di capitale ai clienti sia stata consegnata la scheda del prodotto finanziario acquistato. Tanto meno risulta provato che gli operatori della banca abbiano illustrato agli attori il contenuto del prodotto". Omissioni che obbligano a "restituire agli attori l'intero capitale investito, maggiorato degli interessi legali". Intesa Sanpaolo dovrà pagare anche le spese di lite, circa 16 mila euro.

I cittadini che hanno promosso la causa avevano acquistato numerose azioni della Banca popolare di Vicenza tra il 2010 e il 2014, investendo tra i 6 mila e i 127 mila euro. Tuttavia non avrebbero ricevuto alcuna informazione, nonostante non avessero competenze nel settore finanziario e neppure sarebbero stati illustrati loro i rischi connessi alle operazioni. Anzi, il promotore di Banca Nuova li avrebbe rassicurati sulla bontà degli investimenti.

Nel 2015 tutti avevano però appreso dai media delle difficoltà di Banca popolare di Vicenza, ma chiesti chiarimenti a Banca Nuova, sarebbero stati nuovamente rassicurati. Salvo scoprire poi - e sempre dai media - che quelle azioni erano diventate carta straccia. I risparmiatori avevano chiesto la restituzione delle somme investite a Banca Nuova, ma inutilmente. Peraltro anche l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha successivamente sanzionato Banca popolare di Vicenza per le modalità con le quali erano state collocate le azioni tra 2013 e 2015. Quindi il tribunale ha accolto la richiesta dei cittadini e ha condannato la banca.
 

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