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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Covisian e Almaviva, fiaccolata di protesta dei 543 lavoratori a rischio licenziamento

Per martedì prossimo, in vista del tavolo a Roma presso il ministero del Lavoro, è stato organizzato un corteo dalla Cattedrale fino a Palazzo delle Aquile. I sindacati: "Ci mobilitiamo per difendere diritti e dignità umana, si rispettino gli accordi e l'applicazione delle clausole sociali"

I 543 lavoratori di Covisian e Almaviva hanno organizzato per martedì prossimo una fiaccolata dalla Cattedrale a Palazzo delle Aquile, sede del Municipio. in città. L'indomani, a Roma, tutte le parti coinvolte nella vertenza sono state convocate al ministero del Lavoro. 

"Ci mobilitiamo ancora una volta per difendere i diritti e la dignità umana - scrivono le segreterie territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, UilCom e Ugl Tlc - per il rispetto degli accordi sottoscritti e per la corretta applicazione delle clausole sociali. Denunciamo con forza che è inaccettabile e paradossale che proprio Ita Airways, società che al 100% risulta essere di proprietà dello Stato, avvii gare al massimo ribasso che eludono le leggi italiane".

Dei 543 operatori di call center, che hanno prestato servizio per Alitalia fino alla cessazione della compagnia aerea, 221 (ovvero i dipendenti di Covisian) il 30 aprile verrebbro licenziati; mentre ai 322 ex Almaviva, in cassa integrazione, era stata promessa una riassunzione entro il 2023 ma rischiano di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. 

Fino a martedì, gli operatori di Covisian proseguiranno lo sciopero "a singhiozzo" cominciato più di dieci giorni fa. L'astensione dal lavoro avverrà nelle prime o nelle ultime due ore del turno in maniera da creare disagi al servizio clienti di Ita Airways, che sino al 30 aprile sarà gestito da Covisian. Da quel giorno l’azienda di telecomunicazioni ha già comunicato che si interromperanno i rapporti commerciali con la compagnia aerea.

"Ci appelliamo alla solidarietà e all’attiva partecipazione al corteo da parte di tutti i cittadini - concludono Slc Cgil, Fistel Cisl, UilCom e Ugl Tlc - per la salvaguardia del lavoro e dell'occupazione nel nostro territorio. Questa vertenza rischia di trasformarsi in un 'massacro sociale', creando disoccupazione e disperazione per 543 famiglie palermitane".

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