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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Covid, la pandemia è finita? La situazione negli ospedali rispetto a un anno fa

Secondo i dati aggiornati Agenas la media nazionale scende al 7%, dato che si confronta con il 25% di un anno fa. I numeri confortanti che emergono dal bollettino "siciliano"

Nelle ultime ore non si osservano variazioni significative nel numero di letti occupati nelle terapie intensive dai pazienti Covid. Questo dato se confrontato con quello di un anno fa, mostra però che stiamo davvero uscendo dalla quarta ondata Covid, quella guidata dalla variante altamente contagiosa ma meno mortale Omicron. In effetti sono solo tre le regioni in Italia che registrano ancora un aumento del tasso di occupazione delle terapie intensive, mentre solo la Sardegna e il Lazio superano la soglia di allerta.

Anche in Sicilia arrivano segnali confortanti dall'ultimo bollettino, con 3.450 i nuovi casi di Coronavirus e un tasso di positività al 9%, in netto calo rispetto al 13% di martedì. In ospedale ci sono 1.006 pazienti ricoverati nei reparti ordinari (-33), mentre in terapia intensiva - dove non si registra alcun nuovo ingresso - ci sono 65 pazienti (-7). 

Secondo i dati di monitoraggio dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornati al 1° marzo 2022, in Italia la percentuale di occupazione di posti letto in area non critica da pazienti Covid è scesa in 24 ore di un punto percentuale mentre quella relativa alle terapie intensive è rimasta pressoché invariata. In particolare, il tasso di occupazione delle terapie intensive è rimasto fermo al 7% mentre quello degli altri reparti si è portato al 16%. Confrontando questi dati con gli stessi registrati un anno fa, si osserva una notevole differenza, per fortuna in meglio. I dati del 1° marzo 2021, infatti, rilevavano un tasso di occupazione delle terapie intensive al 25% e quello in area non critica al 30%.

La situazione varia da regione a regione, con la percentuale di occupazione dei posti letto in terapia intensiva in crescita in Abruzzo (all'9%), Basilicata (4%) e Puglia (7%). Il tasso di occupazione, invece, risulta in calo in 6 regioni e province autonome: Calabria (all'8%), Emilia Romagna (7%), Lazio (12%), Marche (9%), Pa Bolzano (1%), Pa Trento (4%). La situazione resta stabile in: Sicilia (8%), Campania (6%), Friuli Venezia Giulia (9%), Liguria (8%), Lombardia (5%), Molise (5%), Piemonte (6%), Sardegna (13%), Toscana (9%), Umbria (7%), Valle d'Aosta (9%) e Veneto (5%). Sul territorio nazionale solo la Sardegna e il Lazio superano ancora la soglia di allerta di occupazione delle terapie intensive, stabilita al 10%.

Spostando lo sguardo alla situazione in area non critica, a livello giornaliero la percentuale di posti occupati da pazienti Covid nei reparti ospedalieri cresce solo in Campania (17%) e Molise (15%), mentre scende in 13 regioni: Sicilia (27%), Abruzzo (al 26%), Basilicata (25%), Calabria (al 25%), Emilia Romagna (15%), Friuli Venezia Giulia (16%), Lazio (21%), Marche (19%), Pa Trento (9%), Sardegna (19%), Sicilia (27%), Umbria (23%), Valle d'Aosta (12%) e Veneto (9%). Stabile in Liguria (20%), Lombardia (10%), Pa di Bolzano (14%), Piemonte (14%), Puglia (20%), Toscana (16%). Restano sopra la soglia di allerta, fissata al 15%, 13 regioni: Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria.

Fonte Today.it

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