rotate-mobile
Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Da oggi Sicilia in zona bianca, ma riaffiorano i cluster negli ospedali palermitani

Aumento di ricoveri al Cervello. E Musumeci invita alla prudenza: "Torniamo a respirare e a vivere con ottimismo, ma restiamo attenti e proteggiamo la nostra normalità". Il palermitano Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: "Siamo di fronte a una circolazione molto elevata del virus"

Da oggi la Sicilia è di nuovo in zona bianca. Lo ha deciso la cabina di regia del ministero della Salute. Il governatore Nello Musumeci però non abbassa la guardia. "Come sempre, dall’inizio di questa emergenza, dobbiamo essere prudenti - ha detto -. Ancora adesso si curano malati ed ancora adesso si riempiono le corsie. Per fortuna, in entrambi i casi, ciò accade molto di meno. Torniamo a respirare e a vivere con ottimismo, ma restiamo attenti e proteggiamo la nostra normalità".

Cluster negli ospedali palermitani

La notizia dell'ingresso in zona bianca fa però i conti con i diversi focolai Covid esplosi nei reparti ospedalieri siciliani. Uno degli ultimi nel reparto Medicina dell’ospedale Giglio a Cefalù. Tra le corsie sono in 10 i positivi. La direzione sanitaria ha preso le contromisure per limitare il contagio. Altro reparto con il cluster si trova nell’ospedale Civico di Partinico, dove sono stato scoperti ben 11 positivi tra personale medico, paramedico e pazienti ricoverati. L’origine della catena di contagi sarebbe partita dall’interno del reparto di Medicina. Anche al pronto soccorso dell’ospedale Cervello il trend è cambiato. Questa mattina l’indice di sovraffollamento è del 145%, con 29 pazienti ricoverati e due in attesa.

Covid in Sicilia, i dati del bollettino

Secondo i dati del bollettino di ieri, sono 4.803 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 29.792 tamponi processati in Sicilia. Il tasso di positività scende al 16% dopo che sabato era al 17,2%. L'Isola è al terzo posto per contagi. Gli attuali positivi sono 228.192 con un incremento di 3.870 casi.

Parla il palermitano Cartabellotta, presidente Gimbe

E in effetti i numeri "italiani" del Covid invitano alla prudenza. Come ha sottolineato il palermitano Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che oggi ospite a Radio Cusano Campus ha detto: "Nella settimana 2-8 marzo si sono registrati circa 280mila casi, ovvero qualcuno in più della settimana procedente, ma nel periodo 9-12 marzo si sfiora quota 264mila. Praticamente con due giorni in meno abbiamo raggiunto lo stesso numero di casi".

Cartabellotta ha sottolineato che "la ripresa della crescita dei nuovi casi, al momento, non è eclatante". Secondo il presidente della Fondazione Gimbe non ci sono ancora al momento evidenti conseguenze a livello ospedaliero, anche se "gli ingressi in terapia intensiva- ha precisato- si sono sostanzialmente stabilizzati: dal 3 marzo abbiamo raggiunto i 42 ingressi al giorno e siamo rimasti più o meno fermi a quel numero".

Cartabellotta ha poi parlato della circolazione del Covid-19 e ha lanciato un preciso allarme. "Il dato generale- ha spiegato- è che siamo di fronte a una circolazione molto elevata del virus: i casi attualmente positivi sono risaliti sopra il milione, il tasso di positività ai tamponi, con alcune oscillazioni, si attesta al 12-12,5%". "Questo tipo di aumento- ha poi informato- interessa un po' tutte le regioni e in particolare alcune del sud e centro Italia come l'Umbria, la Toscana, la Calabria. Inoltre, i dati provenienti dall'Europa ci dicono che il virus sta rialzando la testa un po' in tutti i paesi". La situazione non migliora nemmeno sul fronte dell'impennata dei contagi. Secondo il presidente della Fondazione Gimbe "questa risalita dipende da diversi fattori concomitanti: ci siamo rilassati un po' troppo anche perché le curve mostravano una ripida discesa della quarta ondata. Probabilmente comincia a circolare anche in Italia la più contagiosa variante omicron BA.2".

Inoltre, ha aggiunto il presidente di Gimbe, "l'inverno sta durando un po' più del previsto e stiamo meno all'aperto, cosa che ci consentirebbe di ridurre la circolazione del virus per aerosol e, verosimilmente, la protezione vaccinale cala più rapidamente di quello che pensiamo anche in chi ha fatto il booster, come si vede soprattutto nelle persone più giovani". Chiamato a rispondere sul tema del Green pass, Cartabellotta ha affermato che "fatta eccezione per i grandi eventi, la probabilità che riduca il contagio è molto bassa. Il vaccino riduce di circa il 50% il contagio ed è la stessa riduzione che otteniamo con la mascherina. Se accettiamo di togliere il Green pass non possiamo togliere anche l'altro strumento di prevenzione che ci permette di abbattere, più o meno con la stessa efficacia, il contagio. Questi sono numeri che vengono dalla letteratura. Per chi è vaccinato, la mascherina aggiunge un ulteriore 50% alla riduzione del rischio, mentre ai non vaccinati conferisce più o meno la stessa protezione di ha fatto il ciclo completo di vaccino".

Inoltre, secondo Cartabellotta, l'andamento della curva "ancora non è chiarissimo. Si registra un aumento dei valori di Rt, ma l'incremento del numero dei casi sembra ancora lineare: occorrerà una settimana circa per capire che tipo di andamento prenderà la curva. Il dato certo è che quando i casi aumentano oltre un certo numero, si invertono anche le curve dei pazienti ospedalizzati". Infine il presidente della Fondazione Gimbe ha rivolto un appello a quanti ancora non sono immunizzati e al rispetto delle regole per tentare di arginare questa nuova avanzata del coronavirus. "Il problema reale- ha concluso Cartabellotta- è che con una circolazione del virus così elevata, le strategie fondamentali sono quelle di mantenere alte coperture vaccinali, aumentare il booster e utilizzare le mascherine. Tutto il resto può essere lasciato alla discussione della politica perché, al momento, non si tratta di strumenti in grado né di arginare il contagio né tantomeno di ridurre la probabilità di finire in ospedale".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Da oggi Sicilia in zona bianca, ma riaffiorano i cluster negli ospedali palermitani

PalermoToday è in caricamento