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Cronaca

Il primario del Cervello: "Il Covid non è debellato, un errore togliere le mascherine"

Maniscalchi: "I focolai intra-ospedalieri nella maggioranza dei casi partono proprio dai reparti in cui è consentito l'accesso ai visitatori"

"Il green pass oggi è una misura anacronistica, che rischia di non tutelare i pazienti fragili, quelli più a rischio in caso di infezione da Covid. La loro salvaguardia, invece, deve essere la priorità". Tiziana Maniscalchi, primario del pronto soccorso dell'ospedale Cervello di Palermo, da sempre in prima linea sul fronte della lotta al Covid, lo dice senza giri di parole. "La vaccinazione non impedisce la circolazione del virus, la riduce ma non la abolisce - sottolinea con l'Adnkronos -. Gli asintomatici sono i più pericolosi". Il suo reparto resta così off limits per i visitatori.

"A protezione dei miei pazienti non consento l'accesso - dice -. Lo farò quando avremo definitivamente debellato il virus. I numeri al momento ci dicono che non è così. I focolai intra-ospedalieri nella maggioranza dei casi partono proprio dai reparti in cui è consentito l'accesso ai visitatori". La tutela dei più fragili per lei resta la priorità. Soprattutto in un momento in cui contagi sono tornati a salire. "Per i pazienti immunodepressi il Covid è ancora un rischio, aggrava le loro patologie e può avere ancora conseguenze fatali - spiega -. Nel mio reparto cerchiamo di farli tornare in famiglia il prima possibile. E poi ci sono le videochiamate, una pratica che abbiamo imparato nelle fasi più drammatiche della pandemia, il supporto psicologico ai pazienti e nei casi estremi, quelli di cargiver di soggetti con gravi disabilità mentali, il ricovero insieme al familiare".

Ma se il green pass per Maniscalchi è una misura da superare perché "non è più una garanzia", fondamentale rimane, invece, l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Davanti ai numeri in salita dei contagi e con l'influenza esplosa in anticipo, infatti, "il liberi tutti" con lo stop all'uso della mascherine è stato un "errore", secondo Maniscalchi. "Nei luoghi chiusi e sui mezzi di trasporto - sostiene il primario - andavano mantenute e lì che il virus si diffonde più velocemente".  

Covid e non solo. Perché anche negli ospedali di Palermo "sta cominciando a dilagare un'epidemia influenzale pesante. E' arrivata in anticipo - avverte - e in maniera più estesa come era facilmente prevedibile dopo tre anni di stop legato all'uso dei dispositivi di protezione".  La soluzione? "Vaccini antinfluenzali anche ai meno fragili, a coloro che per ragioni di lavoro sono a contatto con il pubblico e uso della mascherina in tutti i luoghi a rischio", dice il primario del pronto soccorso del Cervello, sottolineando che "stiamo vedendo tante polmoniti nei reparti, con una recrudescenza di bronchioliti tra i bimbi. Il rischio è che con l'arrivo del freddo e del picco influenzale la situazione negli ospedali possa farsi critica. I primi segni ci sono già adesso", conclude. 

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