Ombrelli, pioggia e colori: da Ballarò un corteo per Yusupha

Un lungo "no" alla violenza per le vie del centro storico, dopo i fatti di via Fiume: "Non permetteremo a nessuno di trasformare un quartiere libero, vivo, che ha voglia di futuro, in luogo di paura e morte"

Il corteo per Yusupha, c'è anche Orlando - foto Bonfardino

La pioggia, gli ombrelli, i colori. Parte dal cuore di Ballarò il "no" alla violenza. Dopo i fatti di via Fiume (Yusupha Susso, giovane del Gambia, ferito da un colpo di pistola dopo una lite) tremila palermitani (e non) scendono in piazza per una manifestazione contro ogni forma di violenza. E' ancora fresca la ferita. Via Roma, via Maqueda, corso Vittorio Emanuele: in prima fila, nel corteo colorato che si è snodato per le strade del centro, anche il sindaco Leoluca Orlando. (GUARDA IL VIDEO)

L'evento è stato organizzato a seguito di un incontro fatto all'oratorio di Santa Chiara, al quale hanno partecipato diverse associazioni, rappresentanti della consulta delle culture, migranti, giovani, movimenti e circoli.

“Vive Palermo se vive Ballarò - ha detto Orlando -. Oggi Ballarò è il simbolo di Palermo perché il simbolo della possibile e necessaria convivenza e integrazione, del possibile e necessario affrancamento di Palermo dalla mafia, dalla violenza e dall'intolleranza. Il terribile atto di violenza contro Yusupha Susso è stato un atto di violenza contro tutta la città e per questo oggi siamo qui in migliaia, non solo per dimostrare solidarietà e vicinanza alla comunità del Gambia a Palermo ma soprattutto per affermare che Palermo non piega la testa davanti alla mafia e davanti alla violenza. Dalla comunità dei migranti, dai giovani del Gambia viene in queste ore una prova e una lezione di civiltà che rimane nella storia di Palermo: davanti alla violenza, davanti alla arroganza e davanti alla mafia non si deve e non si può voltarsi da un'altra parte, ma si deve e si può rispondere con la civiltà, la giustizia e la difesa dei diritti di tutti e di tutte”.

Orlando ha reso noto di avere aderito alla proposta avanzata da Rachid Berradi, l'atleta olimpionico palermitano che ha lanciato un appello alle istituzioni perchè i genitori di Yusupha Susso possano raggiungere il figlio. "L'amministrazione comunale - ha spiegato Orlando - è pronta a sostenere la presenza a Palermo dei genitori di Yusupha. Ci auguriamo che da parte di imprenditori e operatori del settore dei viaggi internazionali, venga una risposta di solidarietà, a conferma della natura accogliente e solidale della nostra città".

Presenti al corteo anche il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando, agli assessori, Emilio Arcuri, Agnese Ciulla, Barbara Evola e Giusto Catania e ai consiglieri della Consulta delle Culture con il loro presidente Adham Darawsha.

"Non permetteremo a nessuno di trasformare un quartiere libero, vivo, che ha voglia di futuro, in luogo di paura e morte - dicono gli organizzatori -. Quello che è successo sabato sera in via Fiume è solo l'ultimo e il più grave di una serie di episodi di violenza che stanno tornando a colpire Palermo. Un balordo ha sparato alla testa a un ragazzo solo perché si era ribellato alla sua prepotenza in stile mafioso. Il ragazzo colpito si chiama Yusupha, ma si sarebbe potuto chiamare Giuseppe, Calogero o Salvatore, e tornava da un pomeriggio trascorso a riqualificare un campetto di calcio abbandonato nel quartiere di Ballarò e destinato a tutti i giovani del territori".

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