Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

"Stupratore figlio sano del patriarcato", corteo in centro dopo gli arresti per la violenza al Foro Italico

L'associazione "Non una di meno" ha chiamato a raccolta donne e uomini che hanno deciso di manifestare dopo la denuncia di una diciannovenne che ha portato in carcere sette giovani. "Non importa cosa abbiamo bevuto, cosa indossiamo e che atteggiamenti abbiamo. Il sesso senza consenso è stupro"

Si sono dati appuntamento in Vucciria per poi seguire in corteo il percorso fatto dal "branco" e dalla giovane che ha denunciato lo stupro avvenuto agli inizi di luglio vicino a un cantiere Foro Italico. E' stata una partecipata manifestazione quella organizzata ieri sera dall’associazione "Non una di meno" a Palermo dopo i sette arresti per violenza sessuale eseguiti ieri mattina dai carabinieri su decisione del giudice. Nello striscione in testa al gruppo di manifestanti, poi appeso su una ringhiera del lungomare, si leggeva: "Lo stupratore non è malato, è figlio sano del patriarcato".

Ragazza violentata, "Non una di meno" in corteo dalla Vucciria al Foro Italico

"E' bastato un semplice passaparola - si legge in una nota - per mettere su ieri un bellissimo e prezioso momento di rabbia collettiva e rumore in solidarietà alla giovane stuprata da sette giovani uomini al Foro Italico e contro il sistema patriarcale che normalizza la violenza di genere e continua a sfornare i suoi figli, uomini per i quali noi non siamo altro che carne da macello, prede da cacciare", dicono le organizzatrici a 24 ore dall'esecuzione dell’ordinanza che ha portato in carcere i sette indagati.

"E' stato un momento - aggiungono ancora nella nota - in cui ci siamo riconosciute come sorelle e ci siamo riappropriate delle strade e della città senza paura alcuna per dire che siamo libere di viverci come vogliamo e che respingiamo qualsiasi forma di militarizzazione dello spazio pubblico come risposta perché le strade sicure le facciamo noi che le attraversiamo. Non importa quanto e cosa si è bevuto, cosa indossiamo, dove andiamo, a che ora ci muoviamo, che atteggiamenti abbiamo. Il sesso senza consenso è stupro", concludono.

E’ un racconto dell’orrore quello emerso dalle indagini condotte dai militari dell’Arma che hanno ricostruito quanto sarebbe accaduto quella sera anche grazie all'attività d'intercettazione degli indagati, tra i quali anche un minorenne. Le captazioni hanno consentito di registrare i propositi di vendetta da parte di uno dei ragazzi coinvolti che, una volta scoperto di essere sotto inchiesta, diceva: "Mi porto la denuncia nella borsetta e gli dico. 'Guarda cosa mi hai fatto' e poi gli do una testata nel naso".

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