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Corteo dei dipendenti Amat

Corteo dei dipendenti Amat

Il corteo dei dipendenti Amat “Difendiamo la nostra dignità”

Circa 300 hanno sfilato dalla sede di via Roccazzo fino a Palazzo delle Aquile. "Anche noi abbiamo una famiglia, e per il futuro vediamo solo incertezze". Domani un incontro in prefettura con i sindacati

“Ci scusiamo con i palermitani, ma protestiamo per il mancato pagamento degli stipendi di luglio: i nostri amministratori sono in ferie e noi non sappiamo cosa fare per sopravvivere in questo periodo di crisi. Firmato: i lavoratori dell'Amat”. Con questo breve comunicato, diffuso attraverso dei volantini, i dipendenti dell’Amat hanno voluto spiegare i motivi di uno sciopero (a sorpresa) che va avanti da due giorni. Da ieri infatti, non c’è un solo autobus in giro per la città. Stamattina si è svolto un corteo che ha visto circa 300 dipendenti della ex municipalizzata attraversare a piedi le vie della città dalla sede di via Roccazzo fino a Palazzo delle Aquile per reclamare i propri diritti di lavoratori.

“La nostra vuole essere una manifestazione pacifica – ha detto Benedetto Di Marco (a sinistra nella foto di Salvo Lo Giudice), uno dei dipendenti Amat presenti al corteo - cercando di venire incontro ai cittadini per quanto possibile. Noi rivendichiamo soltanto quello che è un nostro diritto, ciò per cui lavoriamo. Per noi e soprattutto per le nostre famiglie”. Dalle parole di alcuni di loro emerge grande preoccupazione, ma anche grande dignità: quella di chi ha sempre svolto il proprio mestiere con dedizione senza aver mai creato problemi, con la consapevolezza di rendere un servizio utile alla cittadinanza.Benedetto Di Marco e Silvio Vitellaro-2

“Noi abbiamo sempre lavorato seriamente” dice Silvio Vitellaro (a destra nella foto), anche lui dipendente Amat “ma così non può andare avanti. E' dall'inizio di quest'anno che gli stipendi arrivano con qualche ritardo, e questa volta non sono proprio arrivati. Protestiamo anche perché abbiamo solo incertezze per il futuro, non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi. L'unica cosa certa è che non ci sono i soldi per pagare i nostri stipendi”. Tra i manifestanti c’è anche chi si lamenta per la diffusione di notizie giudicate non corrette, in merito al versamento di 25 milioni dal Comune per risolvere il problema: “Secondo quanto sappiamo e ci viene detto, sarebbero stati versati all’azienda soltanto 3 milioni dalla Regione, tutto il resto sono chiacchiere”.  I dipendenti domani incontreranno i sindacati in prefettura. Dal canto loro – dicono - c'è la massima disponibilità a far rientrare la serrata, a condizione che venga fatto un passo concreto nella vicenda da parte dell'amministrazione comunale.
 

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