Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Piazza Verdi

Il comitato PrendoCasa in piazza, corteo contro sfratti e sgomberi

Un nuovo appuntamento di protesta partirà oggi pomeriggio da piazza Verdi e attraverserà il centro storico. "Continueremo finché le istituzioni non si impegneranno realmente ad attivare politiche capaci di risolvere definitivamente l'emergenza abitativa"

I movimenti per il diritto all’abitare indicono un nuovo appuntamento di protesta. Un corteo che oggi (giovedì 27 marzo) partendo alle ore 16 da piazza Verdi attraverserà le strade del centro storico per ribadire la necessità di un blocco immediato di sfratti e sgomberi su tutto il territorio cittadino "finché - si legge in una nota - le istituzioni non si impegneranno realmente ad attivare politiche capaci di risolvere definitivamente l’emergenza abitativa della città".

“Soluzioni quali l’investimento di 30 milioni nel social housing proclamato dalla Regione Sicilia una decina di giorni fa non sono di certo risolutive - afferma Emiliano Spera, portavoce del comitato di lotta PrendoCasa Palermo - per chi la casa non ce l’ha, per gli sfrattati, per chi non ha un reddito. E ancora, a livello nazionale, il Piano Casa approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 marzo non accenna a misure minimali quali il blocco degli sfratti, la tassazione dello sfitto o il recupero a fini di edilizia pubblica di aree edificate abbandonate. Al tempo stesso però criminalizza quei cittadini che per necessità occupano a scopo abitativo edifici inutilizzati e in buone condizioni dipingendoli come dei pericoli sociali”.

Attraverso le diverse occupazioni a scopo abitativo e i processi di autovalorizzazione e autorecupero di stabili abbandonati, il blocco degli sfratti portato avanti dagli sportelli del comitato PrendoCasa e i diversi appuntamenti di piazza cui tutta la città è stata invitata e ha partecipato i movimenti per il diritto all’abitare hanno portato negli ultimi quattro mesi centinaia di famiglie "a riconquistare - continua la nota - un diritto fondamentale leso e non garantito dagli organi istituzionali. Non solo gli sfratti ma anche gli sgomberi, richiesti dagli ordini religiosi di competenza, per l’istituto del Sacro Cuore e l’istituto delle figlie di san Giuseppe, sono un dato esplicativo di quale sia la tendenza delle istituzioni e degli organi di potere della nostra città nei confronti dell'emergenza abitativa".

Le mobilitazioni degli ultimi mesi avevano inoltre ottenuto un tavolo tecnico sull’emergenza abitativa con un primo incontro previsto il 6 marzo che avrebbe visto un confronto tra le istituzioni cittadine e i movimenti per il diritto all’abitare. Due giorni prima l’incontro è stato rinviato dalla prefettura a data da destinarsi. "E ad oggi, nonostante le ripetute richieste da parte dei movimenti - conclude il comitato - non è stato ancora fissato. La tendenza degli organi di potere e delle istituzioni, sia a livello nazionale che locale, ci dimostra di non volere risolvere alla radice il problema dell'emergenza abitativa. Dietro le occupazioni non vi stanno dei pericoli sociali o altro ma semplicemente dei cittadini in gravi difficoltà economica cui le istituzioni non sono in grado di garantire il diritto fondamentale all'abitazione".

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