Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Politeama / Piazza Castelnuovo

Amia e i 300 posti in bilico, nuovo corteo dei dipendenti

E' partito intorno alle 12 da piazza Castelnuovo diretto a Palazzo delle Aquile. Ingente lo spiegamento delle forze dell'ordine, ma la manifestazione è pacifica. I sindacati: "Licenziamenti solo per fare cassa"

Sit in dei dipendenti Amia - foto archivio

I dipendenti dell’Amia scendono ancora in piazza. Un corteo contro la decisione dei commissari che hanno stabilito la settimana scorsa il licenziamento per 301 dipendenti per cercare di aggiustare il bilancio in perenne rosso.

Ma i lavoratori non ci stanno: l’incontro è alle 12 in piazza Castelnuovo, la marcia si conclude a Palazzo delle Aquile. L’atmosfera non è molto tesa, anche se sono ingenti le forze dell’ordine spiegate. Sproporzionate rispetto al numero dei manifestanti, tutti comunque non in servizio.

“I commissari liquidatori hanno predisposto dei licenziamenti – dichiara Maurizio Bongiovanni, segretario del sindacato Alba - senza però fornire un piano preciso di riordino dell’azienda (che invece è stato inviato al ministro Corrado Passera solo dal Comune, senza l’approvazione dei commissari, ndr). Procedure di questo genere servono solo a far cassa”.

E intanto si attende il 12 ottobre il verdetto del tribunale fallimentare che deciderà le sorti dell’intera azienda. Ma cosa succederebbe se l’Amia fosse dichiarata fallita? “Quello che non viene detto ai cittadini- spiega Bongiovanni- è che se il tribunale dovesse dichiarare il fallimento, il Comune sarebbe costretto a imporre l’aliquota massima per la Tarsu, quindi tutto andrebbe a discapito dei contribuenti”.

Carmelo Orefice, uno dei manifestanti, ha una tesi anche più radicale: “Ciò che preoccupa, almeno in quest’ambito, sono le imprese private, il cui obiettivo è comunque quello di guadagnare. Servizi come quelli effettuati dall’Amia dovrebbero per principio essere un bene comune. Un discorso che vale per la scuola, per la sanità, ma anche per tutte quelle attività che coinvolgono l’igiene pubblica. Proprio come quelle che svolgiamo noi pulendo le strade che i palermitani percorrono ogni giorno”.


 

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