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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Regolare la nomina del direttore dell'Arpa, assolto Croce: "Nessun danno erariale"

Così i giudici della Corte dei conti al termine del procedimento avviato nei confronti dell'attuale commissario regionale per il Dissesto idrogeologico, al quale la Procura contabile contestava la procedura che aveva portato alla scelta di Carmelo Vazzana

Maurizio Croce assolto dalla Corte dei Conti: nessun danno erariale. L'attuale commissario regionale per il Dissesto Idrogeologico (nella foto allegata) nel 2017 aveva nominato Francesco Vazzana per dirigere l'Arpa, l'Agenzia per la protezione ambientale. L'affidamento dell'incarico era stato contestato dalla magistratura dopo che il tribunale di Palermo aveva  aveva dichiarato illegittima la nomina di Vazzana, accogliendo il ricorso di un candidato che aveva partecipato alle selezioni.

Nello specifico, la Procura contabile ha contestato la legittimità della nomina del Vazzana in ragione dell’asserita carenza da parte dello stesso del requisito esperienziale consistente nell’aver rivestito per almeno un quinquennio il ruolo di direttore tecnico o amministrativo di "enti o aziende pubbliche o private di dimensione economica e strutturale assimilabile a quella dell’ente interessato dello svolgimento dell’incarico". Secondo l'accusa Croce avrebbe voluto indirizzare la nomina di Vazzana in ragione di un pregresso legame di amicizia. Da qui il presunto danno erariale quantificato in 462.175,04, corrispondente alle retribuzioni corrisposte allo stesso Vazzana.

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Il candidato a sindaco nelle file del centrodestra alle amministrative 2022, sostenuto dagli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Ester Daina, ha contestato sotto più aspetti la citazione della Procura con apposita comparsa di risposta. La difesa ha evidenziato l’insussistenza dell’elemento psicologico della colpa grave, rilevando che l’applicazione del requisito esperienziale citato dalla Procura risultava quantomeno controversa con rifermento alla nomina del direttore generale dell’Arpa, non condizionata da presunti legami amicali, ma dall’esperienza maturata dal manager nel delicato settore delle verifiche di impatto ambientale che aveva condotto l’Assessore, sulla base di una scelta altamente discrezionale e di carattere fiduciario, a conferire l’incarico allo stesso Vazzana.

I legali di Croce hanno, altresì, precisato che le ragioni sottese alla nomina erano state puntualmente indicate nella parte motiva del decreto di conferimento dell’incarico in questione. Da ultimo, i giudici hanno evidenziato che la Corte di Appello di Palermo sezione Lavoro, in riforma della pronuncia  di primo grado, aveva ritenuto la nomina del Vazzana esente da qualsivoglia profilo di illegittimità, specie sotto l’aspetto motivazionale. Tale sentenza del giudice di Appello, unitamente ad altra pertinente documentazione, è stata prodotta in giudizio dai difensori di Croce.

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