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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Corte dei conti, indennità per i dipendenti comunali: condannati Orlando e altri 7

I giudici hanno accolto la ricostruzione della Procura generale chiedendo loro il pagamento di un risarcimento da 12.500 euro ciascuno. Al centro l'indennità per l'utilizzo del videoterminale. Il sindaco: "Somme in realtà già recuperate, chiariremo in appello"

Condannati il sindaco Orlando e alcuni componenti della sua ex Giunta e del collegio dei revisori per le indennità non dovute ai dipendenti comunali. Così ha deciso la Corte dei conti accogliendo la ricostruzione della Procura generale e disponendo il pagamento, per ciascuno di loro, di un risarcimento da 12 mila e 500 euro. In primo grado i giudici della Corte dei conti hanno condannato Leoluca Orlando, l'ex vice Cesare Lapiana, gli assessori Francesco Giambrone, Giuseppe Barbera, Agata Bazzi e i membri del collegio dei revisori Antonino Maraventano, Fulvio Coticchio e Francesco Vetrano. L'unica assolta è stata Rosa Vicari, dirigente del settore Risorse umane.

Gli ispettori hanno evidenziato “l’illegittima corresponsione della cosiddetta indennità di videoterminale - si legge nella sentenza - al personale in servizio presso il Comune con profili di collaboratore professionale amministrativo e collaboratore professionale sistemi informativi. A riguardo, in atto di citazione viene osservato che i contratti collettivi nazionali vigenti all'epoca dell'emolumento (2013-2014) non contemplavano alcune 'indennità' qualificata o riferibile all'uso del videoterminale. Pertanto, in aderenza al principio di tassati vita e tipicità del compensi a carattere indennitario erogabili ai pubblici dipendenti in aggiunta al trattamento economico fondamentale, tale indennità va considerata indebita e le relative clausole del contratto collettivo decentrato integrativo sono nulle".

Secondo il collegio presieduto da Guido Carlino (con Giuseppina Mignemi consigliere, Francesco Antonino Cancilla primo referendario, relatore ed estensore), come emerge dalle motivazioni, il "comportamento gestionale dannoso si è tradotto nella sottoscrizione di un contratto collettivo decentrato con clausole contra legem o contrastanti con i principi della legislazione sul pubblico impiego o dei contratti collettivi nazionali”. L’uso di un computer rientrerebbe infatti "nella normale attività dei dipendenti di tutte le categorie, ivi compresi i dirigenti e, pertanto, non sembra potersi condividere, proprio per la mancanza della causale giustificativa, una decisione di riconoscimento dell'indennità di rischio, per ciò che appare normalità gestionale”.

Si era già definita la posizione, con un pagamento di circa 6 mila euro ciascuno, di Sergio Pollicita, dirigente dell'ufficio sviluppo organizzativo del Comune, l'assessore Giusto Catania, gli ex componenti della giunta Agnese Ciulla e Barbara Evola e il segretario generale Fabrizio Dall'Acqua. Sulla vicenda ieri è intervenuto il sindaco Orlando con un breve commento: “Le somme di cui la Corte dei conti ha chiesto il recupero per un presunto danno erariale sono state in realtà già recuperate da tempo. Avremo modo di chiarirlo in appello”.

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