Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Mazzette e rifiuti, le intercettazioni: "Jukebox lo chiamo, una monetina e parla"

Questa la fama di Cannova, il funzionario regionale arrestato nell'ambito dell'operazione "Terra mia". Stereo, auto, vacanze, per l'uomo che curava gli interessi dei "magnati delle discariche". "Se io lavoro mi da… soldi pe… non regala nessuno niente"

L'arresto del funzionario Gianfranco Cannova

"E' un jukebox, questo qua, gli ficchi una monetina e parla in funzione di quello che gli conviene! […] Jukebox lo chiamo!". Questa la fama di cui godeva Gianfranco Cannova, il funzionario dell'assessorato regionale all'Ambiente e al Territorio finito nell'occhio del ciclone la scorsa settimana con l'operazione "Terra mia", per un giro di mazzette elargite da imprenditori che operano nel settore dello smaltimento rifiuti. In totale sono stati 5 gli arresti. L'obiettivo era quello di vedersi aprire una "corsia preferenziale" per il rilascio o il rinnovo delle autorizzazioni. Le intercettazioni illustrano uno scenario inquietante: un vortice di corruzione dove il "dio denaro" ha trasformato un rappresentante delle istituzioni in un "consulente tecnico" al soldo di interessi privati, nonostante questo potesse creare pericoli per la salute pubblica ai cittadini che vivono a ridosso delle discariche.

In un dialogo intercettato tra Cannova e Domenico Proto, presidente della Oikos spa, il funzionario aveva anticipato per tempo un'informazione all'imprenditore, così da permettergli di riparare a qualunque genere di anomalia: "In questo istante mi perviene una notizia. Domani l'ing Michelon vengono a fare un controllo con ing Polizzi e un consulente dell'Assessore per le problematiche del comitato no discarica". Ma il loro rapporto era costante, tanto da far sembrare quasi che Cannova lavorasse per il Proto: "Vedi che è arrivato l'altro documento che praticamente parla di nuovo di  e.... annullamento del decreto Aia nei confronti di Oikos… ora faccio i fax e glieli faccio arrivare a Veronica (segretaria del Proto, ndr), quindi questa cosa continua, è quella del direttore, pensavo fosse finita e invece continua. Hai capito?".

Significativi due episodi in cui le due discariche del catanese, al confine con i comuni di Motta Sant'Anastasia e Misterbianco, avrebbero dovuto subire una battuta d'arresto per problemi tecnici, tali da determinare il cosiddetto "fermo impianto". Casi in cui il servizio va interrotto, a meno che non ci sia un'area di stoccaggio già predisposta e autorizzata, dandone comunque immediata comunicazione agli enti preposti. In un'occasione il Proto, discutendo con una sua collaboratrice, avrebbe detto di trasmettere l'informazione al solo Cannova, come da lui confermato in un'altra intercettazione: "Si, si, si, no fatela solo a me…per fax soprattutto". Un "giochetto" che avrebbe permesso alla Oikos di percepire indebitamente, per due brevi periodi di "fermo impianto", una somma complessiva di poco più di 700 mila euro, con centinaia di tonnellate di rifiuti non trattati conferiti direttamente in discarica.

Ma Cannova interveniva anche quando era "necessario" tranquillizzare l'imprenditore etneo, preoccupato per le visite continue dell'Arpa e per i provvedimenti che avrebbero potuto prendere: "E va bè faccilli pigghiare..tanto sempre 'nne mia hanna bbenire (…) Se domani, domani questi cretini decidono di prendere iniziative, comunica, che loro non sono niente e che devono trasmettere qualunque iniziativa all'Autorità competente... loro non sono autorizzati a prendere provvedimenti. Loro possono solo comunicare quello che hanno verificato". Tutte le intercettazioni lasciano intendere quanto il funzionario fosse ormai invischiato e ricattabile ("Prendi a Cannova gli dici, Senti dottore che dobbiamo fare và? Perchè altrimenti io, dici, se comincio a denunciare io denuncio magari a lei"), tanto da "costringerlo" a rimuovere qualunque "bastone fra le ruote" degli imprenditori, non sempre soddisfatti del suo operato: "Picciò, la cosa a me che, di più che mi da fastidio è Cannova dico..inc.. lo abbiamo trattato noi da amico... - commentano i fratelli agrigentini Nicola e Calogero Sodano - una volta, gli ho portato dieci mila euro in contanti  (bestemmia) che veniva la pena...";  "mi fa disperare, dieci mila euro gli ho dato, ..inc.. con questi dieci, altri dieci ...inc..." ; "bastardo che è ....bastardo".

Degno di nota il caso in cui Cannova chiamò la segreteria del dirigente generale del Dipartimento Acque e Rifiuti Vincenzo Emanuele, "spacciandosi" per il Proto (S: Intanto lei è il signor? C: Proto, Domenico Proto. S: Il nome scusi? C: Domenico Proto. S: Domenico. Ha detto Oikos, ho sentito bene? C:Si.), o ancora quando il funzionario, discutendo con l'imprenditore catanese, lo avrebbe rassicurato circa la verifica di alcuni incartamenti che lui stesso avrebbe consegnato per conto del Proto: "I documenti vanno bene, Domani mi faccio spedire da Veronica (collaboratrice del Proto, ndr) la firma digitale e presento il tutto". Oltre a viaggi spesati interamente dal Proto, impianti stereo da 10 mila euro e mazzette scambiate in auto, Cannova confidava nel fatto che tutte le attenzioni rivolte ai suoi "amici" sarebbero potute essere ripagate con un posto di lavoro per il figlio.

Da sottolineare anche la naturalezza con la quale il funzionario (G.) spiegava al figlio (P.) determinate dinamiche "lavorative": P: … e lui al mese quanto guadagna, scusa? (riferendosi al Proto) G: Trenta, quarantamila euro, cinquantamila euro… P: Pa’ (Papà, ndr), allora io sto zitto, mizzica guadagna un sacco! G: Cioè, quello che io guadagno in un anno, lui lo guadagna in un mese. P: E perché non ti da un po di soldi a tia (n.d.r. te)? G: Se io lavoro mi da… mi da soldi pe… non regala nessuno niente, Paolo. Se tu li meriti perché sei bravo e lavori, te li danno. P: Ma tu con Mimmo ci collabori? G: Certo! P: E quindi te li da i soldi? G: Certo! Non lo vedi che abbiamo lav… abbiamo parlato di lavoro? P: Quanti soldi ti ha dato? G: Dipende quello che faccio, se guadagno 10.000 mi da 10.000, se guadagno 5.000 mi da 5.000".

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