Cronaca

Mazzette per cancellare le multe, 3 agenti della polizia stradale patteggiano la pena

Gli assistenti capo della Polstrada Giuseppe Sparacino e Francesco Paolo Minà hanno concordato una pena di due anni ciascuno di carcere. Sei mesi in meno per il collega Nicolino Di Biagio. L'inchiesta è partita dalle denunce di due imprenditori

Soldi, tanti, per togliere multe elevate in modo pretestuoso. Ecco cosa facevano tre agenti della polizia stradale, finiti in manette a ottobre e che adesso hanno patteggiato la pena. Gli assistenti capo Giuseppe Sparacino e Francesco Paolo Minà si sono accordati per una pena di due anni ciascuno di carcere. Sei mesi in meno per il collega Nicolino Di Biagio. Pesanti le accuse: corruzione, concussione e falso.

L'inchiesta è partita dalla denuncia due imprenditori, che in seguito a un controllo rischiavano una multa da 25 mila euro e il sequestro del mezzo. Alta la sanzione, alte le cifre richieste dagli agenti.

"Volevano fare a un nostro autista una multa da 25 mila euro, all’altezza dello svincolo di Cinisi – hanno messo a verbale i due manager  - Andammo subito a parlare con gli agenti, rischiavamo di fermare l’attività. Senza troppi giri di parole ci chiesero sette, ottomila euro. Ci dissero di chiamarli il lunedì successivo per un incontro alla caserma Lungaro. Ci lamentammo per la somma, ci dissero che era congrua, visto che rischiavano di perdere il lavoro. Aggiunsero che quella somma dovevano dividersela". Gli imprenditori cercarono di prendere tempo. Scattò il pagamento della prima tranche, ma i poliziotti chiedevano di più. 

Dopo la denuncia sono scattate le intercettazioni e sono così emersi altri episodi, come il ricatto fatto all’autista di una ditta che trasportava bombole di gas. 

Le indagini coordinate dal pubblico ministero Pierangelo Padova proseguono per capire quanto diffuso fosse il meccanismo delle tangenti per “scontare” i verbali.

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