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Cronaca

"Bustarelle" e soldi intascati nei bagni, nelle foto il giro di tangenti alla motorizzazione civile

Il retroscena del blitz dello scorso 28 febbraio che ha portato a 21 arresti. Nei video e negli scatti degli inquirenti immortalati i passaggi di denaro e le carpette con i "regali" per i funzionari che avrebbero così accelerato pratiche e rilasciato documenti fasulli

"Qui non si fa niente gratis, serve un regalo", così diceva in sintesi una delle indagate nell'inchiesta sul presunto giro di tangenti alla motorizzazione civile. Per accelerare le pratiche, ma anche per far risultare collaudi mai avvenuti o rilasciare documenti fasulli, sarebbe bastato pagare, infatti. Mediamente 150 euro, ma in base alle operazioni anche molto di più. Dopo gli arresti della polizia stradale, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, saltano fuori video e foto che immortalerebbero i passaggi di denaro e le "bustarelle" lasciate nelle carpette.

Il giro di tangenti alla motorizzazione civile

Secondo la ricostruzione dell'accusa, figura centrale degli episodi corruttivi (che non si sarebbero fermati neanche durante il lockdown) sarebbe stato il funzionario Luigi Costa, che qualche giorno fa, durante l'interrogatorio di garanzia, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip Filippo Serio. Ma sotto inchiesta sono finiti anche altri sette dipendenti della motorizzazione Giuseppe Palermo, Rosario Domenico Antonio Crapa, Giuseppe Gullo, Giovanni Genova, Alfredo Gioetta, Maurizio Caruso e Giuseppe Calabrese. Insieme a loro titolari di agenzie di disbrigo pratiche. 

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