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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Fonti rinnovabili, mazzette alla Regione: chiesti tre rinvii a giudizio

La tangente pagata a un dirigente sarebbe servita per ottenere un provvedimento con il quale sanare la mancanza di autorizzazione a collegare alla linea elettrica nazionale un impianto fotovoltaico a Ragusa

La procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per i tre indagati nell’inchiesta per corruzione che riguarda la tangente che sarebbe stata pagata da un consulente di un'azienda a un dirigente dell’assessorato regionale all’Energia. Il sostituto procuratore Claudia Ferrari ha chiesto il giudizio per Paolo Lugiato, amministratore delegato dell’azienda fino al marzo di quest’anno, per Vincenzo Salvatore Sucato, consulente esterno dell’azienda con sede a Roma e per Salvatore Rando, all’epoca dei fatti dirigente pro tempore all’assessorato regionale all’Energia.

Secondo i carabinieri del nucleo investigativo, entrati in azione nel novembre 2016, Lugiato è considerato il mandante della tangente da 7 mila euro versata materialmente da Sucato al dirigente regionale. La "mazzetta" sarebbe servita per ottenere un provvedimento con il quale sanare la mancanza di autorizzazione a collegare alla linea elettrica nazionale un impianto fotovoltaico dell’azienda in questione, nel comune di Ragusa, senza la quale la Gse spa non avrebbe potuto erogare gli incentivi previsti dalla legge per la produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili. Sucato nel novembre 2016 era anche assessore ai Lavori pubblici del Comune di Santa Flavia, ed era stato, tra gli anni 70 e 80, prima consigliere comunale e poi assessore al Bilancio di Palermo. 

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