Rifiuti, corruzione e la mazzetta a Bellolampo: il giudice concede i domiciliari ai tre indagati

Lasciano il carcere il direttore tecnico della discarica Vincenzo Bonnano e gli imprenditori Emanuele Gaetano Caruso e Daniela Pisasale. Davanti al gip soltanto quest'ultima ha deciso di rispondere alle domande, spiegando però di non sapere nulla della presunta tangente

La discarica di Bellolampo in una foto d'archivio

Lasciano il carcere e vanno ai domiciliari il direttore tecnico della discarica di Bellolampo, Vincenzo Bonanno, e gli imprenditori nel settore dei rifiuti Emanuele Gaetano Caruso, originario di Paternò, e la compagna, Daniela Pisasale, residente a Catania. Il gip Rosario Di Gioia ha infatti convalidato gli arresti, ma ha deciso di attenuare la misura cautelare: i tre sono accusati di corruzione aggravata e la Dia ritiene di aver assistito in diretta alla consegna di una mazzetta da cinquemila euro.

Durante gli interrogatori di garanzia, l'unica  a rispondere alle domande del giudice è stata Pisasale, assistita dagli avvocati Ninni Reina e Angelo Mangione. L'indagata ha però chiarito di occuparsi soltanto di contabilità e amministrazione nelle aziende "Realizzazioni e montaggi srl" e "Ecoambiente Italia srl". A suo dire era il compagno a tenere invece i rapporti commerciali. Inoltre, Pisasale ha precisato che i due uomini si sarebbero allontanati e che dunque sul presunto passaggio della tangente lei non saprebbe nulla. Caruso, difeso da Mangione e dall'avvocato Vincenzo Lo Re, e Bonanno, assisito da Stefano Scimeca, hanno invece deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

L'arresto in flagranza dei tre è soltanto la punta di un iceberg nella più vasta inchiesta sugli interessi di Cosa nostra nel ciclo dei rifiuti, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Claudia Ferrari. Dopo aver assistito al passaggio della busta bianca, gli investigatori hanno deciso di perquisire l'auto di Caruso, dove hanno trovato 13.250 euro. La Rap, che gestisce la discarica, ha preanunciato l'avvio delle procedure di licenziamento, mentre il Comune ha annunciato che sarà parte civile nel processo.

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