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La discarica di Bellolampo

La discarica di Bellolampo

Mazzette a Bellolampo, inchiesta chiusa: rischia il processo anche il direttore dell'impianto

La Procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per l'ex funzionario della Rap, Vincenzo Bonanno, e per una coppia di imprenditori. Il 7 agosto furono arrestati in flagranza dalla Dia al termine della consegna di una presunta tangente di 5 mila euro

Chiusa l'inchiesta sulle mazzette legate allo smaltimento dei rifiuti nella discarica di Bellolampo, in cui sono coinvolti l'ex coordinatore tecnico dell'impianto, Vincenzo Bonanno, e gli imprenditori Emanuele Gaetano Caruso, originario di Paternò, e la compagna, Daniela Pisasale, residente a Catania. I tre furono arrestati in flagranza il 7 agosto, proprio al termine - secondo la Procura - della consegna di una tangente di 5 mila euro. A Caruso e Pisasale in questi giorni il tribunale del riesame ha deciso di affievolire la misura cautelare: hanno lasciato i domiciliari e sono sottoposti soltanto all'obbligo di dimora.

Per gli indagati il procuratore aggiunto Paolo Guido ed i sostituti Claudia Ferrari e Gianluca De Leo si apprestano dunque a chiedere il rinvio a giudizio. L'indagine s'inserisce in un contesto molto più vasto, sugli interessi di Cosa nostra nel ciclo dei rifiuti.

I tre erano stati bloccati dalla Dia proprio a Bellolampo e, dopo aver perquisito l'auto di Caruso, gli investigatori  trovarono 13.250 euro in contanti. Durante gli interrogatori di garanzia l'unica a rispondere alle domande del gip Rosario Di Gioia fu Pisasale, difesa dagli avvocati Ninni Reina e Angelo Mangione. La donna aveva chiarito di occuparsi solo di contabilità e amministrazione nelle aziende "Realizzazioni e montaggi srl" e "Ecoambiente Italia srl". Ha sostenuto che quel giorno Bonanno (nel frattempo licenziato dalla Rap) e Caruso si sarebbero allontanati e che dunque lei non avrebbe saputo nulla dell'ipotetica tangente. I due uomini, difesi dagli avvocati Stefano Scimeca, Mangione e Vincenzo Lo Re, avevano però deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. 

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