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L'inchiesta sulle mazzette al Comune, lascia i domiciliari uno degli imprenditori

Il gip Michele Guarnotta ha accolto l'istanza di Francesco La Corte e, dopo gli interrogatori di garanzia, ha deciso di sottoporlo soltanto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Respinta invece la richiesta di liberazione avanzata dal dirigente del Comune Giuseppe Monteleone

Il gip Michele Guarnotta decide di attenuare la custodia cautelare soltanto a uno degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta”Giano Bifronte” sul presunto giro di mazzette al Comune: si tratta dell’imprenditore Francesco La Corte, titolare della “Biocasa srl”, che lascia i domiciliari e viene
sottoposto solo all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. E difeso dall'avvocato Massimo Motisi.

Soltanto altri due degli indagati, il dirigente del Comune Giuseppe Monteleone e l’ingegnere Agostino Minnuto, avevano chiesto la revoca della misura al termine degli interrogatori di garanzia, ma per loro il giudice ha respinto l’istanza. Monteleone resta dunque ai domiciliari, mentre per Minnuto permane l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Agli arresti per corruzione, dopo il blitz dei carabinieri e della guardia di finanza, coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Giovanni Antoci, Andrea Fusco e Francesco Gualtieri, erano finiti anche il funzionaro di Palazzo delle Aquile Mario Li Castri, un altro imprenditore della “Biocasa srl”, Giovanni Lupo, l'architetto Fabio Seminerio, nonché gli ex consiglieri comunali Giovanni Lo Cascio e Sandro Terrani. 

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