La cricca all'Edilizia privata, l'ex consigliere Terrani si difende: "Io tradito dagli amici"

Il verbale depositato nell'inchiesta "Giano Bifronte" sui presunti imbrogli per l'approvazione di alcuni piani costruttivi. L'imputato: "M'interessava solo che il consiglio comunale si occupasse del tema, ho aiutato tante persone senza alcun tornaconto"

Il frame di un'intercettazione dell'inchiesta "Giano Bifronte"

Non avrebbe avuto alcun interesse nell'approvazione dei piani costruttivi e sarebbe stato "tradito" sia dall'amica Enza Stassi che dall'imprenditore Giovanni Lupo. Una vittima insomma, l'ex consigliere di Italia Viva Sandro Terrani, finito ai domiciliari con l'inchiesta "Giano Bifronte" e la presunta cricca all'Edilizia privata. Come ha spiegato al procuratore aggiunto Sergio Demontis e ai sostituti Giovanni Antoci e Andrea Fusco in un interrogatorio dell'8 settembre, avrebbe sempre agito seguendo le regole e senza interessi personali. Terrani tiene a puntualizzare ai pm, peraltro, che "mi sono interessato di tante persone che avevano bisogno senza avere alcun tornaconto". Ma per l'accusa, invece, l'imputato si sarebbe attivato eccome per favorire quei piani costruttivi e ricavarne dei vantaggi, compresi dei posti di lavoro per l'amica Stassi. 

L'8 ottobre si terrà l'udienza preliminare per Terrani e per altre 9 persone, coinvolte nell'inchiesta messa a segno alla fine febbraio, ovvero gli architetti Mario Li Castri, Fabio Seminerio e Giuseppe Monteleone, l'imprenditore Giovanni Lupo, titolare della "Biocasa" e il dirigente della stessa azienda, Francesco La Corte, l'ex presidente della commissione Urbanistica del Comune, Giovanni Lo Cascio, del Pd, la moglie di Monteleone, Giovanna D'Attardi (architetto anche lei), e l'ingegnere Agostino Minnuto.

Durante l'interrogatorio, i pm sottopongono a Terrani una serie di intercettazioni e gli chiedono spiegazioni sui contenuti. Lui nega sempre qualsiasi coinvolgimento e sostiene di aver agito sempre con correttezza o per fare del bene in modo del tutto disinteressato. "Io non ho mai promesso nulla a Lupo", spiega Terrani. Quando in una conversazione dice all'imprenditore "ti volevo parlare pure di Enza (Stassi, ndr)..." in realtà "io - racconta Terrani - dovevo dire a Lupo che avevo litigato con la Stassi perché lei, venuta in possesso della mia rubrica, aveva iniziato a prendere contatti con miei conoscenti per 'sbrigare le proprie faccende'. La Stassi si sentiva il perno principale della mia vita politica. Io temevo che la Stassi di sua iniziativa potesse rivolgersi a Lupo chiedendogli delle utilità a nome mio".

E perché, chiedono i pm, non poteva dire queste cose apertamente per telefono a Lupo? Risposta: "Non lo so". Peraltro è la stessa Stassi a sostenere che Terrani avrebbe parlato con gli imprenditori Lupo e La Corte "per farmi lavorare". Ma l'ex consigliere è netto: "Quello che dice la Stassi è falso, non mi sono mai interessato di farla lavorare come segretaria alla 'Biocasa'".

Spiega poi che "quando sono stato eletto Lupo ha voluto incontrarmi e mi ha detto che il sindaco aveva preso l'impegno di portare avanti i piani costruttivi. Io non me ne interessai più già dal dicembre 2017. Poi sono arrivate due lettere da parte delle cooperative con le quali il presidente del Consiglio ed i capigruppo venivano diffidati affinché trattassero i piani costruttivi. So che dietro le cooperative interessate ai piani costruttivi c'era Lupo e ne ho parlato con lui per capire quali fossero le problematiche da risolvere". E aggiunge: "Non conosco il ruolo formale di Lupo nelle cooperative".

I pm chiedono conto anche delle confidenze con Stassi nonché di alcuni scambi a sfondo sessuale ("ti fai una bella doccia e mi pensi", le diceva per esempio l'ex consigliere). Terrani assicura che "io ho allontanato Stassi quando mi mise contro il mio gruppo politico" e rimarca che sia lei sia Lupo "hanno tramato alle mie spalle ed io mi fidavo di loro, non potevo pensare che stesse accadendo tutto questo. Volevo così bene alla Stassi che nonostante i rapporti con lei si fossero all'epoca già incrinati, continuavo a cercarle un lavoro".

Terrani, secondo l'accusa, avrebbe pressato perché il Consiglio si pronunciasse sui piani costruttivi. "Me ne sono interessato perché erano arrivate delle lettere di diffida dalle cooperative ai capigruppo", ribadisce. Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio, ha dal suo canto spiegato agli inquirenti che Terrani fosse favorevole ai piani costruttivi. "Non è vero che ero favorevole - si difende l'ex consigliere - Tantillo si è sbagliato. La favorevole approvazione interessava ad altri, ma mi avvalgo della facoltà di non rispondere quanto alla indicazione di chi fossero costoro. Io ero semplicemente interessato a che il Consiglio affrontasse una volta per tutte il problema, come mi aveva detto di fare il sindaco e non mi interessava che venissero approvati o bocciati".

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