menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il frame di un'intercettazione dell'inchiesta "Giano Bifronte"

Il frame di un'intercettazione dell'inchiesta "Giano Bifronte"

Il giro di mazzette all'Edilizia privata, torna libero il costruttore Giovanni Lupo

Coinvolto nell'inchiesta "Giano Bifronte" è stato rinviato a giudizio appena qualche settimana fa assieme ad ex consiglieri e funzionari del Comune. Era ai domiciliari da febbraio e sono scaduti i termini di custodia cautelare

Torna libero il costruttore Giovanni Lupo della "Biocasa srl", coinvolto nell'inchiesta "Giano Bifronte" - quella sulla presunta cricca all'Edilizia privata, messa a segno dalla guardia di finanza alla fine di febbraio - e rinviato a giudizio appena qualche settimana fa. L'imputato lascia gli arresti domiciliari per decorrenza dei termini di custodia cautelare: il tribunale del Riesame ha infatti accolto il ricorso dei suoi difensori, gli avvocati Renato Canonico e Giovanni Di Benedetto.

Lupo era stato arrestato assieme a due ex consiglieri comunali, Giovanni Lo Cascio e Sandro Terrani, a due funzionari di Palazzo delle Aquile, Mario Li Castri e Giuseppe Monteleone, all'architetto Fabio Seminerio e all'imprenditore Francesco La Corte.

In base all'inchiesta del procuratore aggiunto Sergio Demontis e dei sostituti Giovanni Antoci ed Andrea Fusco, all'Edilizia privata ci sarebbe stato un giro di mazzette legato alla realizzazione di diversi piani costruttivi. Il gup Ermelinda Marfia ha rinviato a giudizio Lupo e gli altri il 12 ottobre. Il processo inizierà l'11 gennaio e tra gli imputati ci sono anche gli architetti Agostino Minnuto e Giovanna D'Attardi, compagna di Monteleone. Il Comune si è costituito parte civile.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Salute

Le mascherine per proteggere la salute dei bambini

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento