Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Tangenti per non fare i controlli: arrestati quattro forestali

Un gruppo di agenti del distaccamento di Bagheria avrebbe imposto mazzette agli imprenditori della provincia. L'operazione scaturisce un'indagine per mafia. Ai domiciliari un imprenditore di Ventimiglia di Sicilia

Chiedevano denaro a numerosi imprenditori compiacenti attraverso modalità estorsive tipiche dell'organizzazione mafiosa. Noncuranti del fatto che addosso avevano una divisa. E’ questa l'accusa contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare che la Squadra mobile sta notificando a cinque persone, un imprenditore edile e quattro appartenenti al Corpo forestale della Regione in servizio presso il distaccamento di Bagheria.

Si tratta di Piero Rammacca, 50 anni, nato a Ficarazzi (custodia cautelare in carcere); Rosario Spataro, 51 anni nato a Palermo (custodia cautelare in carcere), Domenico Bruno, 51 anni nato a Bagheria (custodia cautelare domiciliare), Giovanni Fontana, 52 anni nato a Villabate (custodia cautelare domiciliare) e l’imprenditore Rosario Azzarello, 45 anni nato a Ventimiglia di Sicilia (custodia cautelare domiciliare).

Nel provvedimento, emesso dal Gip Angela Gerardi su richiesta della Procura, si ipotizzano i reati di corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, omessa denuncia ed abuso d'ufficio. L'operazione scaturisce da un’indagine più complessa svolta tra il 2011 ed il 2012 sempre dalla Squadra mobile in collaborazione con quella di Agrigento relativa agli assetti mafiosi dell'area orientale della provincia.

In una vicenda che presentava le caratteristiche classiche dell'estorsione è emerso il coinvolgimento di un rappresentante del Corpo forestale. Le indagini hanno fatto emergere come un gruppo di appartenenti al distaccamento di Bagheria avrebbe acquisito benefici economici personali, attraverso pratiche di fatto estorsive. Gli investigatori avrebbero accertato numerosi episodi di corruzione che tendevano a favorire imprenditori compiacenti.

Secondo gli inquirenti l'attività illecita sarebbe stata pianificata con modalità tipiche delle organizzazioni criminali, con notevoli pressioni di carattere psicologico. Le indagini hanno infine registrato come gli imprenditori considerassero gli operatori della forestale come soggetti privi di dignità e di ogni limite, a causa delle loro continue pretese.

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