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Ztl, i commercianti trovano sponda in Consiglio: da Ferrandelli una mozione per stopparla

Il consigliere di +Europa: "Sala delle Lapidi la tratti nella prossima sessione. La sospensione, anche delle zone blu, serve per agevolare le attività commerciali compromesse a seguito dell'emergenza Coronavirus". Assoimpresa: "Siamo senza parole, l'amministrazione manca di tatto e comprensione"

Le associazioni di categoria dei commercianti, contrari alla ripartenza della Ztl il 18 maggio, trovano sponda in Consiglio comunale. Dopo i "no" del M5S e Figuccia (Udc), Fabrizio Ferrandelli (+Europa) ha depositato una mozione, aperta alla sottoscrizione di tutte le forze politiche, per la sospensione della Ztl e del pagamento dei parcheggi a pagamento per tutto il 2020.

"La ritengo - dice - un’ulteriore misura per contrastare il rischio di assembramenti e agevolare le attività commerciali compromesse a seguito dell'emergenza Covid-19. Ne chiederò la trattazione nella prossima sessione di Consiglio comunale, così da arrivare in tempo utile per la proroga della scadenza della sospensione prevista dall’ordinanza comunale in materia".

Ztl, Confesercenti: "Commercianti troppo penalizzati"

Nel merito della mozione, Ferrandelli aggiunge: "A seguito delle misure di contenimento della pandemia e delle recenti disposizioni relative alla cosiddetta 'fase 2', che prevedono la riapertura di altre attività commerciali e professionali, nel rispetto di stringenti misure di distanziamento sociale, si determina da un lato l’esigenza di garantire la rotazione degli stalli per la sosta e dall’altro la necessità di assicurare parcheggi prossimi alle residenze dei cittadini e delle attività commerciali  Inoltre, la riduzione del 60% della capienza degli autobus compromette di molto la richiesta di mobilità generale, in una città in cui il suddetto trasporto pubblico stenta a soddisfare le necessità dell’utenza già in condizioni ordinarie". 

Secondo l'ordinanza del Comune dal 18 maggio la Zona a traffico limitato (diurna) dovrebbe tornare in vigore. Una decisione che ha creato non poco malcontento. Dopo Confesercenti arriva anche Assoimpresa punta i piedi: "Lascia senza parole avere appreso che l'amministrazione comunale, per bocca dell'assessore Giusto Catania, abbia emesso un'ordinanza che rimette in vigore la Ztl nel centro storico", dice il presidente di Assoimpresa Mario Attinasi. "Con i negozi ancora chiusi per l’emergenza Covid-19 e con le incertezze sul futuro delle imprese - sottolinea - ascoltare queste parole in questo momento storico, è assurdo e anacronistico e denota anche una grave assenza di tatto e di comprensione nei confronti del tessuto sociale ed economico della città".

La Ztl rappresenterebbe secondo commercianti e imprese un ulteriore ostacolo alla già critica situazione economica: "Tra l'altro in mancanza di turisti per tutto il 2020 non si capisce con quali clienti dovrà lavorare il negoziante che si trova dentro la Ztl - prosegue il presidente di Assoimpresa - considerato anche che la mobilità pubblica potrà contenere un esiguo numero di passeggeri. Ci attendiamo dal sindaco un'urgente presa di posizione per scongiurare l'entrata in vigore di questa ordinanza, deleteria per l'economia cittadina".

Sulla stessa linea d’onda l’imprenditore nonché presidente Ficest Assoimpresa, Vito Minacapelli: "Sul ripristino della Ztl esprimiamo il nostro totale disappunto per una decisione che andrebbe contro le dinamiche di quest'ultimo periodo, sia verso le attività imprenditoriali sia verso i cittadini tenendo conto del distanziamento sociale imposto sui mezzi pubblici. Chiediamo pertanto un ripensamento e provvedimenti che prendano atto della mutata realtà". Si unisce al coro di proteste anche Francesco Carnevale, ristoratore e vicepresidente di Feipe Assoimpresa: “Il centro storico di Palermo vive un momento drammatico a causa degli effetti del Covid-19, e alla vigilia di una crisi economica che sarà devastante, aprire un dibattito sulla Ztl ci sembra surreale. Attendiamo l'amministrazione su iniziative ben più urgenti e in grado di alleviare il disagio sociale dei nuovi e vecchi poveri che questa crisi genererà".

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