M5S: “Zona arancione fino al 3 dicembre? Risultato dell'inadeguatezza del governo Musumeci”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Proroga della zona arancione in Sicilia fino al 3 dicembre? Frutto dell’inadeguatezza delle misure messe in campo dal governo Musumeci”. Lo affermano i deputati regionali del M5S, componenti della commissione Salute dell’Ars, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.   

“Il provvedimento di proroga  - dicono i deputati – è la palese dimostrazione del ritardo nel quale la regione siciliana si trova nella lotta contro il virus, con enormi inefficienze praticamente su tutti i fronti e in particolare su quello delle Usca, dei tamponi e dell’istituzione di posti di terapia intensiva di tutti i tipi”

“Quello che andava fatto in periodo estivo - commentano i 4 parlamentari -  è stato rinviato all’autunno e nel frattempo che è giunto l’inverno i risultati peggiorano inesorabilmente come il numero dei contagi che avanza. E mentre il governo insegue il virus, ogni tipo di assistenza sanitaria rischia davvero di non potere più essere erogata”

“È sufficiente  spulciare sul sito delle Asp più trasparenti (poche a dire il vero) – affermano i 5 stelle - per comprendere la grande e faticosa corsa intrapresa dalla Sicilia per l’attivazione completa di tutte le Usca necessarie e del personale ancora assai carente che dovrebbe essere impegnato nel tracciamento dei pazienti positivi e dei loro contatti. Risultato? Da un lato i Comuni in zona rossa sono saliti a 10, mentre dall’altro restano abbandonati a loro stessi i pazienti che hanno scoperto la propria positività. Inoltre, i sindaci e i dirigenti scolastici sono lasciati in balia di una comunicazione mail alla quale spesso ricevono risposta con estremo ritardo, mentre si assiste a un disallineamento tra i dati comunicati dalle Asp ai sindaci e quelli in possesso dei medici di base”.

“I tamponi – proseguono i 4 portavoce - continuano a essere processati con lentezza da laboratori pubblici che sono ancora troppo pochi per una mole di lavoro così grande, con conseguenti gravi ritardi anche nella comunicazione dell’esito, mentre i poveri medici delle Usca, oberati da una mole di lavoro insostenibile, sono condannati da un sistema pieno di falle ad eseguire solo prelievi”.

Per i deputati 5 stelle, gravissimi sono pure i ritardi sull’approvvigionamento di posti letto di terapia intensiva di tutti i tipi, mente si parla di ospedali da campo “che non si capisce con quale personale potrebbero essere messi in piedi” e si assiste a un “vergognoso balletto di numeri su quanto attrezzato e disponibile e quanto in corso di esecuzione”.

“Nel frattempo – concludono - il secondo step, quello del 30 novembre,  indicato da Razza per l’attivazione complessiva di 416 posti letto di terapia intensiva, dedicati al Covid si avvicina, ma quale sia lo stato di avanzamento rimane un segreto”.

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