Cronaca

La Sicilia punta all'arancione dal 31 gennaio: in 2 settimane drastico calo del tasso di positività

Con il passare delle ore sono sempre di più i territori - è il caso dell'Isola - che credono davvero a un cambio di colore alla fine del mese. Sarà decisivo il monitoraggio Iss del 29 gennaio

Oggi in Italia ci sono 14 regioni arancioni, 5 regioni gialle e solo 2 nella fascia di rischio più elevata, quella rossa. Con il passare delle ore sono sempre di più i territori - è il caso della Sicilia - che credono davvero a un cambio di colore alla fine di gennaio: chi con una ragionevole certezza e una solida fiducia per la flessione netta della curva del contagio e soprattutto degli ospedalizzati, ma anche chi per un eventuale cambiamento di alcuni dei parametri che stabiliscono il grado di rischio di un'area geografica (come la Sardegna). Ci sono molte altre regioni nel limbo.

Punta all'arancione dal 31 gennaio la Sicilia, che oggi è rossa. Arrivano segnali incoraggianti dalla curva dei contagi e dei ricoverati. "La zona rossa non è stata un capriccio ma una necessità - ha detto ieri Musumeci -. Pensate che eravamo arrivati a 1.970 contagi e 40 decessi in un giorno. Siamo alla seconda e ultima settimana di questo provvedimento e per fortuna i dati cominciano a essere incoraggianti, anche se il numero dei morti rimane purtroppo ancora alto. Io sono fiducioso: se il calo dovesse restare costante alla fine di questa settimana potremmo lasciare la zona rossa e tornare a 'respirare' nella 'zona arancione'". 

E in effetti i dati dicono che l'effetto "cenoni" sembra si stia esaurendo. Anche ieri è stato confermato il calo del trend dei nuovi contagi Covid in Sicilia che pure ieri è sceso sotto quota mille. Sono stati infatti 885 i nuovi casi individuati su 20.808 tamponi (molecolari e rapidi) processati, con un tasso di positività del 4.2% (circa 8% se considerati solo i molecolari). Basti pensare che lo scorso 10 gennaio, appena due settimane fa, il tasso di positività era schizzato alle stelle: 19,4%, anche se ancora non erano conteggiati i tamponi rapidi. 

Decisivo il monitoraggio Iss del 29 gennaio

Dal 31 gennaio potrebbero esserci davvero novità (decisivo il monitoraggio Iss del 29 gennaio). Ci sono alcune criticità da risolvere secondo il presidente della Regione Veneto, Zaia, che non gradisce nemmeno la "zona rosso scuro" pensata dall'Europa per limitare gli spostamenti: ma il discorso sui criteri utilizzati per stabilire la fascia di rischio vale tanto per il Veneto quanto per la Sicilia e le altre regioni: "Regioni e zone “deep red”? Ci risiamo.. Ancora annunci basati su calcoli sbagliati". Chiede - intervistato dal Corriere della Sera - parametri "davvero omogenei". Che cosa non sta funzionando? "Ogni giorno le regioni fanno i loro tamponi, trovano i positivi che trovano, poi dividono la popolazione per il numero dei positivi. Così si calcolano i positivi ogni 100 mila abitanti a settimana".

L'inghippo per il presidente del Veneto è tutto lì: "Se per paradosso una regione non facesse i tamponi, sarebbe e la più libera del mondo. È ovvio che più tamponi fai, più positivi trovi. Se peschi con la rete prendi più pesci che se peschi all’amo. E comunque lo stato effettivo della salute di un territorio andrebbe valutata in modo un pochino più sofisticato". La ricetta è la seguente: "Ogni regione dovrebbe presentarsi con la stessa percentuale di tamponi sulla popolazione casuale. Solo così avremo l’esatta incidenza del virus".

Che cosa si può fare in zona arancione

In zona arancione dalle 5 alle 18 è permesso l'asporto di cibi e bevande da tutti i locali, dalle 18 alle 22 solo dai locali con cucina. Consegna a domicilio invece senza limiti di orario. In zona arancione si può circolare dalle 5 alle 22 nello stesso Comune. E' consentita una sola visita al giorno a casa di parenti o amici, nello stesso Comune, in massimo 2 persone più figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. Dai Comuni fino a 5.000 abitanti, gli spostamenti sono consentiti anche entro i 30 chilometri dai confini con divieto di andare nei capoluoghi di Provincia. E' possibile spostarsi in altri Comuni per lavoro, salute o necessità o per servizi non presenti nel proprio. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5. E' necessaria l'autocerficazione per spostarsi.

I centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Restano però aperti all'interno farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie, edicole, librerie, vivai. 

A scuola attività in presenza al 100% per scuole dell'infanzia, elementari e medie (queste ultime tranne che in Campania, dove resteranno chiuse fino al 25 febbraio). Alle scuole superiori c'è la didattica in presenza alternata per minimo il 50% e fino al 75% degli alunni. Università aperte o chiuse su autonoma decisione dei rettori, sempre in base all'andamento dell'epidemia su base locale.

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