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Cronaca

Ottimismo Musumeci: "Non siamo in zona di emergenza, immunizzati entro settembre"

Il presidente della Regione: "La Sicilia ha oggi numeri che ci pongono in testa tra le regioni italiane per le vaccinazioni. Abbiamo imparato la lezione: sulla sanità non si risparmia ma si lotta contro gli sprechi"

"La Sicilia ha oggi numeri che ci pongono in testa tra le regioni italiane per le vaccinazioni". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, oggi a Catania per l'inaugurazione della Unità operativa di Medicina con sedici nuovi posti di terapia sub-intensiva all'interno dell'ospedale Garibaldi-Centro. "Se arrivassero, come sembra debbano arrivare i primi di aprile le quantità di dosi che abbiamo chiesto e che ci sono state promesse - ha infine aggiunto- io sono convinto che entro il mese di settembre potremmo immunizzare la stragrande maggioranza di siciliani". 

Musumeci poi ha sottolineato: "Le zone rosse? Non si pensano, si decidono nel tempo di qualche ora, non si pianificano. Se il numero dei contagi è particolarmente alto e arriva la conferma da parte del Dipartimento prevenzione e la richiesta non vincolante dei sindaci, quel Comune viene dichiarato zona rossa. Diventa una necessità per evitare che il contagio possa dilagare e resta sempre una scelta sofferta. Oggi, la Sicilia - ha aggiunto Musumeci - nonostante l'aumento dei contagi nell'ultima settimana non può considerarsi in zona di emergenza".

"Con il Covid abbiamo imparato a rivedere quali sono le necessità del territorio. La sanità, non solo in Sicilia, ma in tutto il mondo, ha dovuto fare i conti con una programmazione che debba tenere in grande considerazione le malattie infettive. La terapia intensiva - dice Musumeci - già da anni in Sicilia era carente e per questo noi avevamo lanciato un grido d'allarme con il piano regionale della salute".

"Alla fine di questa estate la struttura sanitaria regionale si sarà dotata di nuovi reparti - ha osservato Musumeci - di nuovi posti letto in terapia intensiva e sub intensiva, ma anche di centri specializzati per la riabilitazione respiratoria". "Segno evidente - ha concluso- a che abbiamo imparato la lezione che sulla sanità non si risparmia per raggiungere obiettivi concreti, ma si lotta contro gli sprechi. E' un atto dovuto che noi stiamo compiendo".

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