menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Coronavirus, Ugl sanità: "Basta vaccini a chi non è impegnato in prima linea"

I sindacalisti chiedono di somministrare il farmaco al personale sanitario "che sta in trincea e che, inevitabilmente, è il più esposto nei confronti del contagi e pure i soggetti fragili"

"Basta con la vaccinazione di persone non direttamente impegnate nella lotta contro il virus e non inserite nella lista prioritaria. Adesso si sta davvero esagerando, andando oltre". La denuncia arriva da Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, dell'Ugl sanità e medici Sicilia.

"Alcuni giorni addietro, in occasione del V-day - dicono i sindacalisti - avevamo lanciato un monito proprio alla Regione, chiedendo di sottoporre al vaccino tutto il personale sanitario che sta in trincea e che, inevitabilmente, è il più esposto nei confronti del contagi e pure i soggetti fragili (anziani e disabili ospiti di strutture). Non siamo stati facili profeti, considerato che purtroppo la nostra realtà territoriale riesce per antonomasia a derogare qualsiasi cosa, anche quando questa deve invece sottostare a rigidi protocolli. Nel primo giorno avevamo compreso il gesto simbolico dell'aver avviato, a Palermo, la campagna regionale con i presidenti degli ordini dei medici e con un direttore di pronto soccorso, oltre a qualche medico, infermiere ed operatore del 118. Oggi però ci viene difficile comprendere la vaccinazione di dirigenti che operano all'interno di uffici e, addirittura, di rappresentanti degli studenti universitari che possibilmente non vedranno mai una corsia essendo laureandi in altre materie. Questo è accaduto - aggiungono - mentre ci sono figure mediche e sanitarie che, quotidianamente, hanno lavorato e lavorano a stretto contatto con il Covid e che, allo stato attuale, ancora attendono di essere vaccinati visto che le dosi riservate a loro sono finite altrove". 

Urzì e Lanteri chiedono "che senso ha avuto l'attività di preregistrazione riservata alle categorie a rischio? La campagna per la vaccinazione non è un'operazione pubblicitaria - ricordano i due sindacalisti - perchè è l'unica indispensabile occasione di messa in sicurezza del personale e dei soggetti fragili e, per questo, chiediamo a gran voce che venga rispettata la scaletta emanata dall'assessorato senza alcuna deroga. Lo diciamo soprattutto in questa fase in cui sono in arrivo altre 55 mila dosi, che devono obbligatoriamente andare a chi lavora nei pronto soccorso, nella Seus 118, nei reparti Covid, nelle pneumologie e nei reparti malattie infettive, per poi propagarsi a tutto il personale delle corsie, agli operatori delle Rsa, delle case di riposo, dei centri di disabilità fisica e psichica, nonché agli ospiti delle stesse, per proseguire con i cittadini più fragili. C'è un popolo in pericolo da vaccinare - concludono - e sicuramente non è, in parte, quello che abbiamo avuto modo di contare nelle ultime giornate, con il solito refrain trasformi una cosa altamente seria nella consueta farsa siciliana".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento