Cronaca

Il docente che ha associato il vaccino ad Auschwitz: "Non sono NoVax, le mie idee non sono affare dell'Ateneo"

Gandolfo Dominici, associato di Marketing alla facoltà di Scienze economiche, torna sul tweet che ha scatenato la reazione del rettore. "Ho risposto con un meme provocatorio a un segretario di partito (Letta, ndr). Il compito di Micari è gestire l'Università e non il pensiero politico dei professori"

"Non vedo come ciò che io (seppur in modo provocatorio) possa scrivere sui social possa essere affare dell'Ateneo. Tengo a ribadire che né il movimento spontaneo di accademici contro il 'green pass', né il sottoscritto sono NoVax, ma per la libera scelta vaccinale e contro ogni forma di controllo sociale mediante qualsiasi 'lasciapassare' utilizzato come condizione per godere dei diritti costituzionalmente garantiti".

Bufera su docente che associa il vaccino ad Auschwitz, il rettore: "Offensivo"

A dirlo è Gandolfo Dominici, professore associato di Marketing alla facoltà di Scienze economiche dell'Università, che in un tweet aveva associato il vaccino ad Auschwitz, scatenando la reazione del rettore Fabrizio Micari. Con la foto dell'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz e la frase "il vaccino rende liberi", al posto della scritta "Arbeit Macht Frei" (il lavoro rende liberi), Dominici dice di aver voluto rispondere a un tweet del segretario Pd Entico Letta.

"Ricordo al rettore che l'articolo 21 della Costituzione sancisce che 'tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione'. Il compito del rettore è infatti di gestire l'Università non il pensiero politico dei professori universitari. E' d'obbligo - prosegue il docente - citare una testimonianza diretta e contemporanea di chi quegli orrori li ha vissuti e che non fatica a trovare analogie odierne con quel periodo storico. Vera Sharav, sopravvissuta all'Olocausto, in una recente video intervista dichiara: 'Il green pass ha un parallelo diretto con l'Olocausto'. Dunque se tale parallelismo inquietante del nostro tempo con il preludio all'Olocausto è stato evidenziato da chi ha vissuto quella tragedia e denuncia il pericolo rappresentato dall'utilizzo della medicina come arma, non vedo come possa essere criticabile un tweet con un meme provocatorio a un segretario di partito".

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