I turisti bergamaschi a Palermo nei giorni del Coronavirus: "Isolati in hotel, ci trattano bene"

La donna risultata positiva è ancora ricoverata in ospedale: è senza febbre e sta bene. Daniela Mancia, la coordinatrice della comitiva che è andata in giro per la Sicilia a visitare monumenti: "Ieri era il suo compleanno e purtroppo lo ha dovuto trascorrere da sola"

L'Hotel Mercure

"Stamattina ho fatto un giro di chiamate e stiamo tutti bene. Certo non siamo felici, avremmo preferito poter trascorrere la quarantena nelle nostre case, ma qui sono tutti gentilissimi, non ci fanno mancare niente. Il direttore dell'albergo è una persona unica, eccezionale direi, così come il personale della struttura. Alla fine sono tutti confinati qui per 'colpa' nostra, non so se a Bergamo avremmo avuto lo stesso trattamento". A raccontare all'Adnkronos i giorni di isolamento all'hotel Mercure di Palermo è Daniela Mancia, la coordinatrice del gruppo di turisti bergamaschi, di cui fanno parte le tre persone risultate positive ai tamponi per il Coronavirus. Nei giorni scorsi sono andati in giro per la Sicilia, tra Cefalù, Monreale, Palermo. A visitare monumenti. Intanto dal Cervello fanno sapere che la prima turista risultata positiva è "senza febbre e in buone condizioni generali".

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Qualcuno ha deciso perfino di appendere ai vetri dei tovaglioli per ringraziare lo staff dell'albergo. "Ci conforta il fatto che la signora ricoverata in ospedale stia bene. Ieri - aggiunge - era il suo compleanno e purtroppo lo ha dovuto trascorrere da sola. L'ho sentita, mi ha detto di essere ben accudita. Il marito è qui in hotel, anche lui non presenta sintomi, mentre la terza persona secondo quanto mi è stato riferito stamani dal medico aveva qualche linea di febbre... ma potrebbe essere lo stress". E ancora: "Ci rassicura il fatto che questo virus sia in forma così blanda. Certo nessuno di noi pensava di doversi trovare in questa situazione. All'inizio tutti siamo rimasti sconcertati, ma non ci siamo fatti prendere dal panico". Daniela è in contatto costante con i medici e gli altri turisti in quarantena. "Non possiamo uscire dalle camere, ci sentiamo al telefono".

Le giornate dentro l'hotel in via Mariano Stabile trascorrono lente. "Il nostro doveva essere un viaggio di sei giorni, parecchio impegnativo dal punto di vista delle tappe, un tour tra i mosaici con visita anche a Bagheria e Cefalù. Nessuno di noi si è portato dietro una biblioteca. I più fortunati sono quelli che sono in coppia, hanno qualcuno con cui scambiare qualche parola. Il direttore dell'hotel ci ha fatto avere delle riviste per rendere meno pesante il soggiorno". Il telefono di Mancia squilla a ripetizione. "Tengo i contatti con i medici e poi ci sono i miei cari, ovviamente sono preoccupati ma loro sono certamente più in pericolo di me", ammette. Pasti e biancheria vengono lasciati dietro la porta delle camere. Nessun contatto con l'esterno.

"Un cuoco dell'hotel è stato messo in quarantena... poverino. Arrivano ottimi piatti, certamente non troppo pesanti visto che non possiamo fare alcun tipo di movimento e siamo costretti nelle stanze. Il personale dell'hotel li lascia fuori dalle camere e, appena si sono allontanati, noi li prendiamo. Stessa procedura per la biancheria. Il direttore dell'albergo sta provvedendo per dotarci di kit per la pulizia di camere e bagni perché ovviamente nessuno può entrare nelle nostre stanze. Davvero sono tutti gentilissimi. Ci vuole pazienza, non possiamo fare altro che aspettare".

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Fonte: Adnkronos

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