Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Tolepatì, il caso dell'app palermitana sul Coronavirus mai presa in considerazione

Giuseppe Insalaco, pneumologo ricercatore del Cnr fra gli sviluppatori del progetto: "L'assessorato regionale non ci ha mai risposto". In Sicilia intanto proliferano le applicazioni per il tracciamento del Covid...

Una singolarità tutta siciliana dove, oltre a Immuni, sono state create ben tre applicazioni per gestire il tracciamento del Coronavirus. Una è Sicilia SiCura, piattaforma gestita dalla Regione Siciliana, a cui, secondo l'ordinanza del governo Musumeci, doveva essere obbligatorio registrarsi per arrivare sull'isola già da questa estate. Un costo di 80 mila euro, per una applicazione tuttora non funzionante, che, molto più invasiva di Immuni per tracciamento tramite gps degli utenti, doveva servire per la fase 2. Poi c'è Tele-Covid 19, il portale ideato da Alessia Bramanti figlia di Placido Bramanti, direttore scientifico del centro neurolesi "Bonino Pulejo" e project manager della piattaforma, costata al bilancio regionale ben 801.296 euro.

E, infine, c'è Tolepatì, l'applicazione del Cnr di Palermo, realizzata a titolo gratuito, ma mai presa in considerazione dall'assessorato regionale alla Salute. A svelare il proliferare di applicazioni per il tracciamento nella regione è Report, in un ampio servizio dedicato alla questione. 

La società sviluppatrice di Sicilia SiCura, secondo quanto emerso dal servizio di inchiesta, è stata la catanese YesSolution, gestita da Massimo Cristaldi, cugino di Michele Cristaldi, assessore al comune di Catania, e figlio di Salvatore Cristaldi, assessore provinciale ai tempi in cui Nello Musumeci era a capo della provincia di Catania. Una applicazione che si è rivelata un bluff, perché nessuno l'ha scaricata, chi lo ha fatto ha avuto difficoltà e, infine, dopo essere stata dichiarata irregolare, si è rivelata un buco nell'acqua.  

A garantire assistenza a distanza ai pazienti affetti da covid doveva servire, invece, Tele-Covid 19. Il progetto, firmato dal direttore sanitario Vincenzo Barone e dal direttore scientifico Placido Bramanti, è stato presentanto all'assessore regionale alla salute Ruggero Razza il 6 maggio 2020 ed approvato in 24 ore, cioè il 7 maggio. Un costo complessivo di 3 milioni di euro, quello stimato dall'Ircss, finanziato dal Ministero della Salute, a cui si aggiungono agli oltre 800 mila euro stanziati dalla regione per l'acquisto delle attrezzature necessario al funzionamento dell'applicazione. Il bando, tuttavia, non è mai stato fatto. 

Tolepatì, l'applicazione sviluppata a titolo gratuito dal Cnr di Palermo, invece, è rimasta bloccata. "Non ci ha mai risposto l'assessorato regionale", ha dichiarato Giuseppe Insalaco, pneumologo ricercatore del Cnr fra gli sviluppatori del progetto. "Ho saputo di questa applicazione dopo, attraverso un comunicato stampa - ha commentato Ruggero Razza -. Ma c'è una differenza sostanziale: l'Irccs è un ente sottoposto al controllo della regione". 

Intanto Tele-Covid 19 è stata adesso tolta ai Neurolesi. L'assessorato regionale alla Salute ha trasferito le attività al Cefpas, il centro di formazione sanitaria di Caltanissetta. 

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