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E' positivo al Covid ma viola la quarantena, apre il suo bar e prepara i "pezzi": denunciato

Quando la polizia è arrivata in corso dei Mille, dopo una segnalazione, i dipendenti hanno tentato di scappare ma senza successo. Il titolare è stato anche obbligato a sanificare i locali, ma non ha rispettato l'indicazione ed è scattata un'ulteriore sanzione per lavoro nero

Sa di avere il Coronavirus e che deve rispettare un periodo di quarantena, ma viola le prescrizioni per aprire il suo bar-rosticceria. Quando la polizia lo scopre scattano multa, denuncia e obbligo di sanificazione. Non contento, viola anche questa regola e scatta anche un'altra sanzione per lavoro nero. A finire nei guai il titolare del punto vendita Ganci che si trova all'angolo tra via Generale Corselli e corso dei Mille, che adesso deve rispondere del reato di "diffusione epidemiologica aggravata".

A compiere i controlli sono stati gli agenti del commissariato Brancaccio, dopo una segnalazione arrivata al numero unico di emergenza 112. Al loro arrivo hanno notato che un gruppo di uomini, tra cui i dipendenti della rosticceria,stavano scappando ma li hanno bloccati e identificati. Una volta fernati hanno dichiarato di essere al loro primo giorno di lavoro.

Dai successivi accertamenti e dai riscontri firniti dai presenti, "si è accertato come il gestore del bar, fino a pochi muniti prima, risultava presente e quindi che aveva violato la quarantena. L’uomo è stato, quindi, deferito per la mancata osservazione dell’ordine di quarantena imposto al fine di evitare la diffusione del virus". 

E’ stata intimata l’immediata chiusura dei locali per l’effettuazione della sanificazione con rilascio di apposita certificazione. Il giorno successivo, i poliziotti sono tornati al bar con la polizia municipale, l'Asp e l'Ispettorato del Lavoro per approfondire l’indagine amministrativa "E' risultato - dicono dalla polizia - che la ditta non aveva osservato alcuna norme igienico sanitaria ed è erogata una sanzione amministrativa di 2.000 euro con intimazione a sanare le irregolarità riscontrate. E’ emerso inoltre come non fossero state regolarizzate le attività lavorativa di ben nove dipendenti impiegati a vario titolo, per cui è stata elevata una sanzione pari a 16.200 euro con diffida a regolarizzare il personale non in regola per un periodo minimo di tre mesi".

Per alcuni dei lavoratori in questione sono in corso degli accertamenti per chiarire la compatibilità tra i redditi dichiarati e le somme erogate per il reddito di cittadinanza.

Articolo aggiornato alle 12.50 del 5 febbraio 2021 // inserito nome attività

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