Test anti Covid in aeroporto, eseguiti trecento tamponi in una settimana

Lo scalo palermitano è stato il primo, in Sicilia, ad avere avviato gli accertamenti per i passeggeri non residenti provenienti da zone a rischio. Almeno cento quelli che si sono presentati già muniti di certificazione che attesta l’avvenuto tampone nelle 72 ore precedenti l'arrivo

A una settimana dall’avvio dall’attività sanitaria anti-Covid per i passeggeri non residenti in arrivo da Spagna, Grecia, Malta e Croazia, sono trecento i passeggeri che sono stati sottoposti a tampone durante controlli sanitari da parte dei medici dell’Usmaf, l’ufficio della sanità marittima, aeroportuale e di frontiera, nella struttura allestita in air side all’aeroporto Falcone-Borsellino.

VIDEO | Aeroporto, dove e come si svolgono i tamponi anti Covid

Lo scalo palermitano è stato il primo, in Sicilia, ad avere avviato i controlli anti-Covid ai passeggeri non residenti in arrivo dalle zone ritenute a rischio, così come prevedono l'ordinanza del ministro della Salute, l'ordinanza del presidente della Regione Siciliana Musumeci e la circolare dell'assessore regionale Razza. 

Vacanze segnate dal Covid, ad agosto passeggeri in calo del 40 per cento

Le verifiche sanitarie si svolgono in un’area completamente sterile, allestita in tempi record all’interno dell’aeroporto, nella vecchia aerostazione, con accesso solo dalla zona air side, grazie alla collaborazione di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo, polizia di frontiera Carabinieri, Guardia di Fianaza, Dogane, Ksm Enac, ministero della Salute, Usmaf e Asp, GH Palermo e Aviapartner (handler).

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Sono almeno cento invece i passeggeri che si sono presentati ai controlli muniti di certificazione che attesta l’avvenuto tampone molecolare nelle 72 ore precedenti all'ingresso in Sicilia. Viene inteso come termine la data di prelievo del campione, non la data di emissione del referto. 

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