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Teatri aperti in zona gialla, Cgil: "Il Biondo adesso dia spazio agli artisti del territorio"

Il sindacato critica la decisione di inserire tra i titoli del cartellone della ripartenza lo spettacolo "Viva la vida" interpretato dalla direttrice: "Scelta inopportuna e fuori tempo, fermo restando la legittimità della espressione artistica di ognuno"

"Accogliamo favorevolmente la riapertura dei teatri e dei cinema nel rispetto delle norme anti Covid,  ribadendo comunque la necessità di sostegni e indennità adeguati che garantiscano per tutto il 2021 i lavoratori dello spettacolo”. Lo dicono il segretario generale Slc Cgil Palermo, Marcello Cardella, e la responsabile del settore artiste e artisti della Slc Cgil, Consuelo Lupo, commentano le norme previste dal nuovo Dpcm firmato dal premier Mario Draghi. 

Nel provvedimento si prevede - dal 27 marzo in zona gialla - la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato ed è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi. Nella stessa data e sempre in zona gialla si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

La riapertura in sicurezza dei teatri era stata sollecitata nei giorni scorsi dai sindacati dello spettacolo, scesi in piazza anche a Palermo. "La riapertura dei luoghi della cultura e dello spettacolo è sicuramente il frutto delle rivendicazione e delle mobilitazioni di queste settimane, scaturite con la manifestazione nazionale del 23 febbraio e rappresenta un segnale di rinascita dopo un anno buio, nel quale le lavoratrici e i lavoratori di questo settore hanno subito pesanti ricadute economiche - aggiungono Cardella e Lupo - Dispiace constatare come, in un momento di crisi occupazionale del settore, tra i titoli del cartellone della ripartenza del Teatro Biondo ci sia ancora una volta lo spettacolo Viva la vida interpretato dalla direttrice del Teatro. Alla Slc Cgil sembra una scelta inopportuna e fuori tempo, fermo restando la legittimità della espressione artistica di ognuno. Sommare ruoli in un momento di così forte sofferenza non ci sembra una scelta felice e condivisibile. Sarebbe invece opportuno, come da sempre sostenuto dalla Slc Cgil, perseguire la massima inclusività dando opportunità lavorative agli artisti del territorio”.

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