Tari, lettera di Orlando: "Proroga al 15 luglio per famiglie in crisi, gli altri paghino al più presto"

In attesa che il Consiglio voti il differimento della tassa sui rifiuti (la Giunta ha deciso lo slittamento delle scadenze), il sindaco prova a sensibilizzare chi non è stato colpito dal Covid a versare l'acconto entro maggio. Rap, rimossa l'immondizia dai piazzali di Bellolampo

Rifiuti in corso dei Mille

Chi può, paghi. E al più presto. E' questo il senso della lettera, predisposta dall'amministrazione comunale, con la quale il sindaco Leoluca Orlando invita i contribuenti palermitani non colpiti dalla crisi economica generata dal Coronavirus a versare entro fine maggio l'acconto della Tari: la tassa sui rifiuti solidi urbani. 

Lo scorso mese, sulla scorta del decreto "Cura Italia", la Giunta ha posticipato la scadenza dell'acconto Tari dal 30 aprile all'1 giugno. Ma per le famiglie in difficoltà adesso c'è la possibilità di un'ulteriore proroga al 15 luglio. Lo mette nero su bianco lo stesso sindaco Orlando nelle lettere -  indirizzate a 320 mila utenze domestiche e 57 mila non domestiche - che verranno recapitate a partire da domani.

Coronavirus, slitta l'acconto della Tari

"Desidero comunicarti - recita il testo allegato all'avviso di pagamento della Tari - che la Giunta comunale, in via straordinaria e del tutto eccezionale, in attesa di successiva ratifica da parte del Consiglio comunale, ha deciso lo spostamento al 31 maggio dei termini di pagamento dell’acconto della Tari 2020. Le famiglie che versano in condizioni di difficoltà economica potranno chiedere un'ulteriore proroga al 15 luglio, mediante uno specifico servizio reso disponibile, anche per utenti non registrati, nel cassetto tributi e nella home page del sito istituzionale del Comune".

Nella missiva, il sindaco punta a sensibilizzare i palermitani che non hanno avuto ripercussioni dal Covid a sostenere gli sforzi fatti dal Comune (attraverso la partecipata Rap) per raccogliere e smaltire i rifiuti: "Chiediamo a tutti coloro che non sono colpiti economicamente dalla crisi, come tutti i dipendenti pubblici e coloro che hanno comunque una entrata fissa garantita, di provvedere al versamento Tari anche prima del 31 maggio".

Gli incassi della Tari sono vitali per l'amministrazione, che da contratto li trasferisce alla Rap. L'ex municipalizzata durante questa emergenza ha garantito il servizio. Inoltre ha provveduto a sgombrare la discarica dalle migliaia di tonnellate d'immondizia che si erano accumulate nei mesi scorsi. Ma siccome non può conferire a Bellolampo per raggiunti limiti di capienza, la Rap è giornalmente costretta a portare i rifiuti nelle discariche del Catanese. I "viaggi" hanno un costo extra e, in attesa dei fondi provenienti dalla Regione, incamerare la Tari diventa indispensabile.

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Anche perché il piatto piange. In questo 2020 il Comune ha finora incassato 7 milioni dalla Tari (per lo più somme arretrate o pagamenti in ritardo): un milione in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Con le previsioni di ulteriori entrate stimate al ribasso a causa degli effetti del Coronavirus. Da qui la mossa del sindaco, in attesa che il Consiglio comunale voti il differimento della Tari.

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