Cronaca

Virus, la paura di ambulatori e laboratori d'analisi: "Scarseggiano i dispositivi di sicurezza"

Il vicepresidente dell'Ordine nazionale dei biologi, Pietro Miraglia, si appella alla Regione e alla Protezione civile: "Non lasciateci soli. Personale biologo, infermieristico e amministrativo a rischio"

Non solo personale ospedaliero, delle ex guardie mediche e medici di base. Anche chi ogni giorno lavora in ambulatori e laboratori d'analisi lancia l'allarme: scarseggiano i dispositivi di protezione e il pericolo di esposizione al nuovo Coronavirus cresce.

A parlare è il vicepresidente dell'Ordine nazionale dei biologi, Pietro Miraglia, che sottolinea il "rischio a cui è sottoposto il personale biologo, infermieristico e amministrativo dei laboratori di analisi cliniche convenzionati con il sistema sanitario regionale". Una situazione dovuta anche "all'esaurimento dei presidi di protezione individuali in dotazione, spesso distribuiti dallo stesso personale, a titolo gratuito, ai pazienti che si recano nelle strutture sprovvisti di qualsivoglia protezione personale".

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Miraglia chiede alla Regione Sicilia e alla Protezione Civile regionale "di non lasciare soli i laboratori a fronteggiare questa emergenza, fermo restando la piena disponibilità delle strutture a garantire l'erogazione delle prestazioni diagnostiche, in particolare quelle urgenti e non rinviabili". 

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In una nota ufficiale, Miraglia richiama i decreti emanati in tema di contenimento del contagio e in particolare la necessità di rispettare la distanza di sicurezza di un metro tra i pazienti in sala d’aspetto. "Non è chiaro - scrive - come si possa rispettare la disposizione regionale nell’esecuzione concreta del prelievo data la breve distanza (alcuni centimetri) che separa il paziente dall’operatore sanitario che esegue il prelievo e che a sua volta non può essere dotato di protezioni globali, nel caso in specie, dell’intera persona prelevatore e dell’intera persona paziente prelevato".

Miraglia propone" la sospensione temporanea dell’attività ambulatoriale ordinaria dei laboratori e l’individuazione di strutture di laboratorio dedicate all’effettuazione di prelievi in urgenza, per area territoriale compatibile con lo spostamento agevole della clientela. Tali laboratori dovrebbero altresì essere forniti dalla Regione di un numero e tipologia adeguata di dispositivi di protezione paziente/operatore, ovvero camici, guanti, mascherine, occhiali protettivi, copriscarpe, copricapo, il tutto in tipologia monouso". 


 

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