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Il ministro Speranza

Il ministro Speranza

Coronavirus, no alla zona gialla fino a maggio: il Governo ci pensa

Nel dibattito tra rigoristi e aperturisti c'è anche sul tavolo la possibilità di confermare il blocco della zona gialla in tutta Italia. Lasciando così in arancione tutte le regioni che non hanno numeri da area rossa ancora per qualche tempo, allo scopo di diminuire i contagi

Sette regioni e una provincia rischiano la zona rossa fino al 12 aprile (non c'è la Sicilia tra queste) con il report #44 dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute e con l'ordinanza del ministro Roberto Speranza. Ma soprattutto il fronte rigorista vuole che la zona gialla scompaia dalla cartina dell'Italia fino a maggio. Questo significa che chi è in area arancione come la Sicilia potrebbe mantenere lo stesso colore per almeno un altro mese.

No alla zona gialla fino a maggio

Il bollettino della Protezione Civile ieri ha registrato più di 21 mila casi di positivi al coronavirus SarsCoV2 e 460 morti, di cui 110 in Lombardia: questo significa che l'epidemia di Covid-19 in Italia continua a correre ma ci sono anche segnali positivi: si calcola che le terapie intensive potrebbero raggiungere il picco a giorni (e quindi cominciare successivamente a scendere), mentre per i decessi potrebbe volerci ancora una settimana. Nelle analisi degli esperti anche l'indice di contagio Rt mostra segni di tendenza alla diminuzione. I dati del ministero della Salute indicano che i casi positivi sono stati 21.267, il 13% in più rispetto ai 18.765 di 24 ore prima. Sono stati individuati grazie a 363.767 tamponi, fra molecolari e antigenici rapidi, contro i 335.189 del giorno precedente. Di conseguenza il tasso di positività è salito al 5,8%, lo 0,2% in più rispetto al 5,6% di 24 ore prima; calcolando invece il rapporto fra i casi positivi e i soli tamponi molecolari il tasso di positività è del 9%, con una flessione del 2%.

Per questo il governo sta discutendo sulla possibilità di andare verso graduali riaperture con il decreto legge che è in programma per dare nuove regole a partire dal 7 aprile. Mario Draghi ha fatto sapere ieri in Parlamento che lavora alla riapertura delle scuole fino alla prima media anche in zona rossa. Ma nel dibattito tra rigoristi e aperturisti c'è anche sul tavolo la possibilità di confermare il blocco della zona gialla in tutta Italia. Lasciando così in zona arancione tutte le regioni che non hanno numeri da area rossa ancora per qualche tempo, allo scopo di diminuire i contagi. Ovvero fino a maggio. 

La differenza sostanziale tra zona gialla e arancione è l'apertura di ristoranti e bar. Per questo i soliti due fronti, ovvero rigoristi ed aperturisti, si stanno fronteggiando all'interno dell'esecutivo. E gli schieramenti sono sempre gli stessi: da una parte Partito Democratico, Liberi e Uguali e MoVimento 5 Stelle, dall'altra il centrodestra. La Lega e Forza Italia vogliono il ritorno della zona gialla e per ora Draghi ha sciolto il dilemma dicendo a tutti di guardare alla curva dei contagi: se scenderà sarà possibile togliere restrizioni, altrimenti no. Intanto per cinema e teatri slitterà la data del 27 marzo. 

Intanto sette regioni e una provincia resteranno in zona rossa almeno fino a lunedì 12 aprile. Tra queste c'è la Valle d'Aosta che rischia di entrare in zona rossa a partire dalla prossima ordinanza mentre Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte, provincia di Trento, Marche, Lombardia e Puglia sono già rosse così come il Veneto che però ha una possibilità di finire in arancione da dopo Pasquetta. Il Lazio invece sembra certo del passaggio. 

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