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Orlando chiude le scuole, mamme e presidi non ci stanno: "Perché non si è agito prima?"

L'ordinanza del sindaco ha scatenato numerose proteste. La lettera a PalermoToday: "Non si può pensare di coprire ("ammugghiare" più esattamente) tutto con un provvedimento non annunciato e che lascia scoperto tutto il resto"

C'è chi ha dovuto, in poche ore, riorganizzare la propria vita familiare; e chi è stato costretto a "sacrificare" il lavoro per accudire i figli. L'ordinanza del sindaco che ha chiuso per due giorni le scuole di ogni ordine e grado - anche nidi e materne, finora rimasti aperti pure in zona rossa - ha scatenato le proteste dei genitori. Mamme soprattutto. 

Orlando chiude le scuole: "Genitori incoscienti" | Video

Una di queste, Giuliana Vernengo, ha virtualmente preso carta e penna per scrivere direttamente al sindaco Leoluca Orlando. Nella sua lettera, da lei stessa inoltrata alla redazione di PalermoToday, con annessa risposta del primo cittadino, c'è tutta la rabbia per un provvedimento "emesso solo per accontentare qualcuno" e che la signora Vernengo ritiene privo di "una visione d'insieme, di un progetto, di azioni progettuali". Anzi, aggiunge, "frutto di una politica becera, scritta sulla pelle delle persone, giocata sull'ignoranza o, ancora peggio, sulla mancanza di spina dorsale del popolo. Un popolo che non si ribella più, anestetizzato dagli eventi, che non viene più colpito dal numero dei morti di ogni giorno, privo di qualsiasi senso di responsabilità, senso di comunità, senso di appartenenza". 

Parole dure che nascono dalla convinzione di una scuola trattata come una "Cenerentola". Il Coronavirus, spiega Giuliana Vernengo, "affligge il mondo intero ormai dura da mesi, quasi un anno, e non si può parlare ancora di provvedimenti emergenziali. Non è corretto. Questa è un'offesa all'intelligenza di un popolo. Certo, state facendo di tutto perché questo popolo possa perdere tutto, anche la propria coscienza, ma finché ci sarà qualcuno in grado di pensare, voi avete il dovere di giustificare le vostre azioni". E' il preludio ad una raffica di quesiti: "Perché chiudere le scuole solo alle 19 di ieri? Perché non mettervi in moto prima e regolamentare le uscite, gli ingressi durante le vacanze? Perché non evitare gli assembramenti continui in ogni angolo della città? Io non riesco a capire. Vorrei una spiegazione. Che sia seria però". 

E la risposta di Orlando non si è fatta attendere: "Le scuole grazie all'impegno di tutti sono spazi sicuri certamente più sicuri di altri spazi. Durante le festività di fine anno - sostiene il sindaco - comportamenti incoscienti hanno provocato una preoccupante crescita dei numeri dei contagiati e dei decessi. Il Cts ha espresso forte preoccupazione e il governo regionale ha deciso di non decidere, in attesa del governo nazionale. L'ordinanza da me firmata evita che la riapertura delle scuole domani trasformi le scuole a Palermo in uno spazio di moltiplicazione di contagi. Un'ordinanza che ha la durata di due giorni come quelle adottate in tutti i casi di prevedibile pericolo. Ho ritenuto di firmare per doverosa cautela un provvedimento adottato anche da altri sindaci di grandi città siciliane (Messina e Catania tra le altre) per ridurre i pericoli in attesa delle annunciate e non ancora adottate decisioni del governo regionale, che ha ufficialmente comunicato essere assai grave la situazione in Sicilia quale verificata dagli esperti del Comitato tecnico scientifico ed in attesa delle determinazioni del governo nazionale previste per stasera".

Le parole del sindaco sono state giudicate non del tutto convincenti visto che la signora Vernengo, in una seconda mail, ha voluto precisare "il reale problema sono le modalità, non gli obiettivi. I comportamenti di cui lei parla sono in essere da circa un mese, non solo durante le vacanze. I provvedimenti dovevano essere presi prima, per strada, con lo schieramento di tutte le forze possibili. Il prezzo di una politica che vuole accontentare tutti lo stanno pagando generazioni di bambine e bambini, i quali si stanno mostrando molto più responsabili di noi. Perché non si è agito prima? Perché abbiamo voltato la testa di fronte a questi 'comportamenti incoscienti' e ora i nostri figli devono stare a casa?". 

Post scriptum: "Non si può pensare di coprire ("ammugghiare" più esattamente) tutto con un provvedimento non annunciato e che lascia scoperto tutto il resto. Tra l'altro, nella confusione di come sono stati scritti i vari comunicati stampa, molte scuole hanno ritenuto di non dover azionare neanche la dad e così oggi e domani saranno tutti nei parchi o per strada". 

Che dopo l'ordinanza sindacale, accompagnata da ben due precisazioni di Palazzo delle Aquile a distanza di poche ore, ci sia stato il caos nelle scuole lo dimostrano le decisioni prese in ordine sparso dai presidi. Ossia lo "stop and go" sulla didattica a distanza, ad esempio al liceo classico Garibaldi. Mentre il liceo scientifico Cannizzaro ha subito disposto lo smartworking pure per il personale tecnico-amministrativo, confermando le lezioni online.

Proprio tra i presidi è più alto il fronte di coloro i quali pensano che chiudere le scuole sia sbagliato. Lo pensa Daniela Lo Verde, dirigente dell’istituto comprensivo Falcone dello Zen, secondo cui "le scuole non hanno alcuna incidenza sui contagi e i dati lo dimostrano". Infine, Domenico Di Fatta - preside del Regina Margherita, che fa parte della task force regionale per la riapertura delle scuole, individua tra i veri problemi da risolvere "l’assembramento all’esterno degli istituti" e la necessitò di una "rete di trasporti che garantisca condizioni di sicurezza".

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