L'emergenza Covid-19 cambia il volto della scuola: "Così Palermo raccoglie la sfida"

Agata Fasulo, coordinatore del team per la didattica a distanza in Sicilia, traccia un bilancio delle attività portate avanti dall'Ufficio scolastico regionale: "Cambiano tempi e modi dell'insegnamento, ma nessuno resta indietro"

L'attesa davanti al cancello con gli occhi ancora assonnati ha lasciato il passo a un bip sul cellulare o sul pc. La campanella è stata rimpiazzata dall'alert di una finestra che si apre sullo schermo. I compagni sono lontani, troppo, impossibile scambiarsi un abbraccio o uno sguardo d'intesa, arduo avere un suggerimento. Improvvisamente tutto si è "smaterializzato". Per fronteggiare l'emergenza Coronavirus, il governo ha imposto la chiusura delle scuole di tutto in territorio nazionale fino al tre aprile. Un termine che adesso sembra destinato a slittare. Questo non significa però lo stop delle lezioni, al contrario la comunità scolastica - dirigenti, insegnanti, alunni, famiglie - si sta confrontando con la "didattica a distanza". Una sfida che porta a ripensare tempi e modi di fare lezione, a sperimentare nuove strategie comunicative. Un ruolo centrale è affidato all'ufficio scolastico regionale, "braccio" del ministero dell'Istruzione nei singoli territori. A Palermo in particolare l'istituto La Torre è stato individuato come polo per l'innovazione ovvero offre supporto ai docenti, con anche con corsi formativi per meglio gestire la didattica a distanza. C'è poi un'equipe formativa territoriale per il supporto digitale composta da quattro docenti indivduati dal ministero dell'Istruzione (12 in tutta l'Isola ndr.)

Una maestra: "Anche a distanza i bimbi insegnano a sorridere"

"La scuola - dice a PalermoToday Agata Fasulo, coordinatore del team per la didattica a distanza in Sicilia - sta rispondendo in modo straordinario. Tutti, ognuno per la propria parte, si stanno impegnando al massimo. Non nascondiamo le difficoltà, ma le affrontiamo con entusiasmo e con uno sforzo collettivo profuso da tutti: istituzioni, docenti, allievi e famiglie. Stiamo lavorando su più fronti - spiega - dobbiamo pensare alla didattica sì, ma la scuola non è solo questo. E' comunità, confronto. Ci sono poi questioni da affrontare che sono legare strettamente all'hardware e al software, indispensabili per la didattica online".

La preside del Meli agli alunni: "Siate un esempio per tutti"

La sfida, come la definisce la coordinatrice, inizia banalmente dalla parte tecnica. Il ministero ha messo a disposizione delle piattaforme, ma non tutte le scuole le possono utilizzare. E' vero che con i fondi erogati negli ultimi anni in moltissimi istituti sono arrivate le attrezzature. Tra avere gli strumenti e ripensare l'intera attività in chiave web corre una grande differenza. "Ci sono luoghi poi, penso ai paesini dell'entroterra, dove ci sono anche difficoltà legate alla rete - sottolinea Fasulo -. Le stesse famiglie spesso, non dispongono di un device per ogni singolo componente. Pensiamo a quelle case dove uno o entrambi i genitori sono in smart working. Possibilmente il computer o il telefono sono utilizzati da loro e il figlio non ha un supporto da utilizzare a tutte le ore".

"Ogni scuola ha ricevuto un contributo di mille euro (8,2 milioni di euro spesi su tutti il territorio nazionale che si aggiungono agli 85 milioni previsti nel decreto-legge approvato dal Governo per il potenziamento della didattica distanza e del digitale ndr) per potenziare la didattica a distanza, attraverso la figura 'dell’animatore digitale' (figura strategica per la diffusione dell’innovazione a scuola introdotta nell’ambito del Piano nazionale scuola digitale ndr). Il denaro può essere impiegato per la formazione dei docenti, per i software, un 'primo soccorso'".

La lettera della preside del Garibaldi: "State a casa, non deludeteci"

Poi ci sono le lezioni, che devono essere ripensate nei tempi e nei modi. "Le sei ore classiche sono impensabili - dice Fasulo -. E' necessario anche consentire di accedere alle lezioni in modo asincrono, cosi da aiutare chi non può collegarsi in un dato orario perchè magari il computer serve al genitore che lavora da casa. Online viene meno il contatto, il docente non ha il riscontro più immediato: lo sguardo dei ragazzi. Siamo consapevoli che gli allievi non devono essere caricati di compiti e anche la programmazione deve diventare più flessibile. Alcune difficoltà sono poi legate all'età degli alunni. I problemi riscontrati dai docenti del primo ciclo non sono gli stessi di chi si rapporta ad allievi più grandi. I più piccoli necessitano anche di un contatto diverso e la scuola non deve fare venir meno il supporto, gli aspetti legati alla socializzazione".

Rete e comunità diventano parole chiave, oggi più di prima. "In questo senso si colloca l'azione che abbiamo ribattezzato 'La scuola fa comunità - aggiunge Fasulo - dove le scuole più avanzate da un punto di vista della didattica online aiutano le più fragili".

Anche i docenti poi devono essere supportati. L'ufficio scolastico regionale da quanto il Covid-19 ha stravolto il concetto di "scuola" ha organizzato dodici videoconferenze aperta tutti gli istituti e rivolte a dirigente e animatori digitali. "A Palermo - racconta Fasulo - oltre due terzi delle scuole hanno partecipato. Il sito  dell'ufficio scolastico è ricco di contenuti, diamo indicazioni rispetto alle attività, offriamo sostegno e stiamo raccogliendo le cosiddette 'buone pratiche'. L'equipe formativa territoriale ha anche creato uno spazio web di supporto che sarà online a breve".

Coronavirus, preside dello Zen: "Temiamo di perdere i ragazzi" 

Un lavoro in itinere insomma. "Calibriamo le azioni giorno dopo giorno grazie al dialogo costante con le scuole - sottolinea - Uno sforzo collettivo affinchè nessuno resti indietro o si senta abbandonato. Per rispondere alle esigenze di tutti".

In quest'ottica il coordinamento con gli Osservatori di area per la prevenzione della dispersione scolastica e la promozione del successo formativo. "Stiamo lavorando in queste ore - aggiunge Fasulo - alla creazione di sportelli d'ascolto per alunni a rischio. Saranno gli operatori psicopedagogici attivi sul territorio a individuare la modalità per mantenere un collegamento con le singole realtà, a verificare quali siano i bisogni e come soddisfarli". 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

E grande attenzione è riservata agli alunni disabili. Per gestire al meglio la didattica anche per i ragazzi con esigenze particolari è stata anche creata un'apposita sezione sul sito del Miur per L’inclusione via web. Uno strumento "pensato per affiancare e supportare il lavoro dei dirigenti scolastici, del personale e degli insegnanti nei percorsi didattici a distanza per gli alunni con disabilità". Uno spazio ricco di riferimenti normativi, esperienze didattiche, webinar (sessioni educative o informative la cui partecipazione in forma remota è possibile tramite una connessione internet ndr).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Terremoto al largo di Palermo, scossa di magnitudo 2.7 avvertita dalla popolazione

  • Via dell'Arsenale, donna si lancia dal balcone e muore

  • Malore mentre fa il bagno al mare, morta una donna a Mondello

  • Gli cancellano i voli, palermitano in Polonia reagisce a pedalate: "Tornerò a casa in bici"

  • Bimbo cade dal letto e muore a soli 10 mesi, i suoi organi salvano due vite

  • Con lo scooter investì e uccise un anziano e il suo cane, morto un trentenne

Torna su
PalermoToday è in caricamento