Cronaca Sperone / Corso dei Mille

Tutti in classe dal 26 aprile? Il preside dell'alberghiero Piazza: "Impossibile, contagi certi"

Il Governo ha previsto la riapertura delle scuole al 100% in presenza in zona gialla e arancione, ma i presidi sollevano dubbi. Vito Pecoraro, che coordina la più grande scuola d'Italia con 2.600 studenti, 350 docenti e 120 Ata, non usa giri di parole: "Se i parametri restano quelli attuali non potremmo assicurare il distanziamento"

La sede dell'istituto alberghiero Piazza

Tornare con la didattica in presenza al 100%? "Impossibile" perché il rischio è quello di "un'impennata dei contagi" ed "è mio dovere garantire la sicurezza della comunità scolastica". Vito Pecoraro, preside dell'Istituto alberghiero Pietro Piazza, la più grande scuola d'Italia con 2.600 studenti, 350 docenti e 120 Ata, non usa giri di parole. "Se i parametri restano quelli attuali non potremmo assicurare il distanziamento", dice all'Adnkronos. 

Il Governo ha previsto, dal prossimo 26 aprile, la riapertura delle scuole al 100% in presenza in zona gialla e arancione. Decisione che ha però trovato più di una perplessità da parte degli addetti ai lavori. "La scuola è un luogo naturale di assembramento. Se si tornasse al 100% in molte aule non sarà possibile rispettare il metro di distanziamento. In questo caso la scuola si vedrà costretta a ridurre la presenza dei ragazzi e alternarla alla dad, facendo rotazioni. Bisogna valutare questo rischio", sottolinea Antonello Giannelli, presidente dell'Anp (Associazione nazionale presidi). 

Opinione che trova riscontro nelle parole di Pecoraro. Nell'istituto di corso dei Mille, prima del nuovo lockdown imposto dalla zona rossa in cui è piombata Palermo a causa del boom di nuovi casi, le prime e le quinte erano già tornate in aula. "Abbiamo classi in grado di accogliere gli studenti in sicurezza", spiega il dirigente scolastico. Non così per le aule che dovrebbero ospitare gli alunni delle seconde, terze e quarte classi. "Non possono contenere più del 50 per cento della popolazione scolastica - avverte Pecoraro -, con il ritorno al 100 per cento in presenza non arriviamo a 70 centimetri di distanza l'uno dall'altro". 

I sindacati: "Non ci sono le condizioni per riaprire le scuole al 100%"

La conseguenza? "A meno che non si verifichi un miracolo e sia azzerato il distanziamento è impossibile che i miei studenti possano tornare tutti in classe in contemporanea. Il contagio sarebbe certo. Le aule del Piazza sono state testate per accogliere non più del 50 per cento degli alunni. Capisco che si voglia trasmettere l'idea di una ripartenza del Paese, ma chiedere alle scuole, per l'ultimo mese, di compiere questo passo è un rischio che non comprendo". Per il preside Pecoraro, "la Dad, pur con tutti i propri limiti, sta funzionando. Credo che sia più opportuno proseguire così, fare gli esami e durante l'estate lavorare intensamente per un avvio del nuovo anno scolastico in presenza".

E l'idea dei tamponi salivari una volta a settimana a tutti gli studenti? "Mi sembra una soluzione particolarmente complessa, nella mia scuola sono 2.600, quanto ci vorrebbe per farli tutti?". Restano poi altre due criticità. Innanzitutto, i vaccini ai docenti. "Abbiamo ricevuto solo la prima dose, a maggio aspettiamo la seconda, anche se qualche titubanza, dopo le notizie di stampa, tra i miei colleghi c'è. Io farò il richiamo senza alcun dubbio. Non mi faccio spaventare". E poi il capitolo trasporti. "I miei studenti nelle scorse settimane mi hanno spesso riferito di bus e treni affollati. Il rischio di un'escalation dei contagi non è poi così remoto, anche perché il 26 aprile è dietro l'angolo". Ecco perché se anche Palermo finisse in zona arancione il preside è intenzionato a proseguire con la didattica mista: "A parametri invariati non ho scelta".   

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