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Covid, il piano per riportare gli studenti in classe: orari scaglionati e 42 bus in più

Istituzioni e prefetto attorno a un tavolo per mettere nero su bianco i passaggi necessari per superare la didattica a distanza. C'è il nodo trasporti: si punta ad avere più mezzi in servizio in città e 131 corse aggiuntive in tratti extraurbani

Gennaio si avvicina e lo scopo del Governo è quello di riportare una buona fetta di studenti in aula, accantonando la didattica a distanza imposta dal Covid. Per farlo però si deve lavorare su più fronti: non c'è in ballo solo l'organizzazione delle scuole, ma anche quella di servizi accessori strettamente collegati come i trasporti. Anche a Palermo si sta lavorando un piano per il rientro e si sono seduti attorno a un tavolo, seppur virtuale, i rappresentanti del ministero delle Infrastrutture, il sindaco della Città Metropolitana, i rappresentanti degli assessorati regionali delle Infrastrutture e dell’Istruzione, il dirigente dell’Ufficio scolastico provincial, i rappresentanti delle associazioni del trasporto e delle ditte non associate e il prefetto Giuseppe Forlani. La linea decisa è quella di avere in strada ogni giorno altri 42 bus. In ambito extraurbano, invece, i servizi di trasporto integrativi saranno realizzati con 131 corse aggiuntive, di cui 99 con autobus aggiuntivi.

E' tutto nero su bianco in un documento operativo "finalizzato - spiegano dalla Prefettura - a definire il necessario raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità dei mezzi di trasporto, volto ad agevolare la frequenza scolastica in presenza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado".

Si devono unire due dati: da un lato si vole riavere in aula - a regime - il 75% degli studenti, dall'altro si ha a che fare con la ridotta capacità dei mezzi del trasporto pubblico perchè la capienza è stata diminuita proprio per le norme anti Covid.

"Conformemente alle disposizioni del ministro della Salute - spiegano ancora dalla Prefettura - dal 7 al 15 gennaio 2021 l’attività didattica in presenza sarà garantita al 50% della popolazione studentesca interessata. Al momento, i competenti Uffici regionali e le istituzioni scolastiche sono impegnati, ciascuno per i profili di competenza, nell’individuazione delle procedure per il reperimento dei mezzi necessari all’attuazione del piano e nell’equa distribuzione degli studenti nelle due fasce orarie individuate, che si articolano negli orari d’ingresso e di uscita delle 8.00/9.00 e delle 13.00/14.00. Il programma operativo messo a punto è mirato all’aumento dei posti offerti nelle linee che servono i principali plessi scolastici del territorio urbano di Palermo, dove più intensa è la concentrazione di studenti e quindi maggiore la domanda di mobilità, mediante un incremento giornaliero di 42 bus in servizio. In ambito extraurbano, invece, i servizi di trasporto integrativi saranno realizzati con 131 corse aggiuntive di cui 99 con autobus aggiuntivi".

Chi solleva dubbi sulle scelte fatte sono i sindacati. Criticano il contenuto, ma anche il metodo con il quale sono state adottate le decisioni. "Avremmo auspicato - dicono Flc Cgil Palermo, Cisl Scuola Palermo Trapani, Uil Scuola assieme alle segreterie provinciali di Cgil, Cisl Uil -  di essere convocati anche noi a questi tavoli, a tutti i livelli, per poter condividere le scelte che riguardano il ritorno a scuola in sicurezza di studenti, docenti e personale scolastico e far conoscere le soluzioni individuate dal sindacato, rappresentative delle richieste dei  lavoratori della scuola. Invece le parti sociali non sono state mai convocate. Di questo ci rammarichiamo, perché i lavoratori chiedono risposte certe. Ci rivolgiamo al prefetto per conoscere in maniera chiara i problemi esaminati ai tavoli e chiediamo di partecipare alle prossime decisioni sulla ripartenza scolastica a Palermo".
 

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