Cronaca

"False dichiarazioni per avere i ristori Covid", denunciati due imprenditori

Nei guai i titolari di due distributori di carburante. Secondo le indagini della guardia di finanza, hanno detto di avere un reddito più basso di quello reale, accedendo così ai contributi a fondo perduto. Disposto il sequestro preventivo d'urgenza di beni per un totale di quasi 90 mila euro

Avrebbero dichiarato un fatturato dieci volte inferiore a quello effettivo per incassare i contributi a fondo perduto per l'emergenza Covid-19, i cosiddetti "ristori" previsti dal decreto "Rilancio" ed erogati dallo Stato per sostenere le imprese in difficoltà. Per questo motivo due imprenditori, titolari di due distributori stradali di carburante (non è stato indicato quali ndr) sono stati denunciati. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale su delega della Procura. Contestualmente sono stati eseguiti due decreti di sequestro preventivo d'urgenza, già oggetto di convalida da parte del gip, per complessivi 89.756 euro. Nei guai A.A. di 29 anni e D.M. di 32 anni, devono rispondere di "indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato".

In particolare, per accedere al contributo a fondo perduto i soggetti interessati dovevano presentare, in via telematica, un’istanza all’Agenzia delle Entrate, con l’indicazione della sussistenza di requisiti specificatamente definiti, tra i quali quello di aver conseguito, nel 2019, ricavi inferiori a 5 milioni di euro. L’ammontare del ristoro viene, poi, calcolato applicando una percentuale sulla differenza tra il fatturato del mese di aprile 2019 e quello del mese di aprile 2020, a condizione che la contrazione sia comunque superiore ai due terzi.

I controlli effettuati hanno invece dimostrato "come gli indagati, ognuno in relazione alla propria attività economica, avessero indicato nell’istanza presentata un fatturato di circa 10 volte inferiore rispetto a quello effettivo. Tali artifizi hanno consentito a D.M. di percepire un contributo di 55.414 euro assolutamente non dovuto, mentre ad A.A. di ottenere un sussidio superiore di 34.342,50 euro a quello in realtà spettante".

"L’odierna attività - precisano le fiamme gialle - conferma come la guardia di finanza, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, continui ad operare quale polizia economico-finanziaria a fortevocazione sociale, assicurando,  soprattutto in questo periodo di grave emergenza sanitaria ed economica con cui si sta misurando il nostro Paese, la tutela deglioperatori economici onesti e rispettosi delle regole".

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