Cronaca

Coronavirus, rientri in Sicilia: chi e come dovrà sottoporsi ai tamponi

Dopo l'ordinanza del 2 giugno sull'isolamento domiciliare e la fine del blocco nell'Isola la Regione trasmette i chiarimenti ai dirigenti delle aziende sanitarie

Con l'inizio della Fase 3 tornano gli spostamenti tra le regioni e la Sicilia si prepara ad accogliere i "rientrati" dal Nord e i turisti. L'assessorato regionale alla Salute ha fornito ai direttori delle aziende sanitarie i chiarimenti sull'ultima ordinanza regionale relativa all'isolamento domiciliare obbligatorio. Da mercoledì scorso, con l'ordinanza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, è infatti venuto meno l’obbligo della quarantena obbligatoria. "Cadono" anche gli obblighi di isolamento domiciliare a carico di chiunque faccia ingresso nell'Isola. Il provvedimento è stato firmato dai dirigenti regionali Mario La Rocca e Maria Letizia Di Liberti.

Con un parere del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus in Sicilia, l’assessorato regionale alla Salute ha disciplinato le procedure sanitarie per quanti hanno fatto rientro nell'Isola dal 18 maggio al 2 giugno 2020 compreso. Con una circolare ai direttori delle Asp, l’assessorato suddivide questa platea di cittadini in tre gruppi specificando precise modalità sanitarie frutto del parere del Cts. Coloro che hanno fatto ingresso in Sicilia prima del 29 maggio possono essere, immediatamente, sottoposti a tampone rinofaringeo, con la facoltà di interrompere l'isolamento domiciliare in caso di esito negativo.

Chi è rientrato tra il 29 maggio e il 2 giugno è di fatto in quarantena, attraverso le Usca territorialmente competenti questi soggetti effettueranno un follow-up, mediante un triage telefonico e attraverso la compilazione di un'autocertificazione. Se da questa valutazione clinica non emergeranno elementi riconducibili al Covid potranno interrompere l'isolamento domiciliare. Infine, come è noto, coloro che hanno fatto ingresso in Sicilia a partire dal 3 giugno sono integralmente esonerati, in ottemperanza a quanto disposto a livello nazionale, dall’osservanza dell’isolamento domiciliare e del tampone rinofaringeo.

Gli esperti hanno rilevato che “la media del periodo di incubazione del Covid-19 è di 7-8 giorni e la possibilità di identificare la presenza di Rna virale mediante il tampone in un paziente infetto precede di uno o due giorni l'esordio dei sintomi, collocandosi quindi temporalmente a 6 o 7 giorni dopo “l’impianto” del virus nelle vie aeree. Pertanto un test eseguito eccessivamente a ridosso del momento dell'infezione (tra il primo e il settimo giorno della avvenuta trasmissione) rischierebbe di risultare negativo per difetto di sensibilità della metodica”.

Inoltre - spiegano dalla Regione - "l’assetto epidemiologico di Covid-19, in Sicilia si è progressivamente modificato negli ultimi dieci giorni, rivelando un significativo declino del numero dei casi. Pertanto, chi è giunto in Sicilia dopo il 28 maggio, si inserisce all'interno di un contesto epidemiologico assai più favorevole rispetto a chi è giunto precedentemente".

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