Coronavirus, la richiesta: "Premio di mille euro agli operatori sanitari, loro rischiano la vita"

Lo chiedono i componenti della segreteria regionale della Fsi-Usae Sicilia attraverso una nota inviata al governatore Musumeci e all'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza

Un premio di mille euro agli operatori sanitari. Lo chiedono i componenti della segreteria regionale della Fsi-Usae Sicilia attraverso una nota. "Vogliamo ringraziare pubblicamente Musumeci e l'assessore regionale della Salute Ruggero Razza - dicono - per aver attenzionato le molteplici istanze inviate formalmente dall'organizzazione sindacale affinché gli operatori sanitari, infermieri, medici e autisti soccorritori potessero avere un riconoscimento economico per il lavoro straordinario: mille euro per quello che stanno facendo ogni giorno in prima linea per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19 e assistere e curare i pazienti".

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"A tale scopo  - dicono - verrà presentato e definito un accordo dall’Assessorato regionale alle organizzazioni Sindacali firmatarie del Ccnl comparto sanità in contrattazione regionale nei prossimi giorni: un documento per destinare oltre 20 milioni di euro con fondi nazionali previsti dal decreto legge 17/3/2020 n. 18 all’articolo 1 al personale sanitario. Questi incentivi farebbero seguito alle tante belle parole che, però, da sole non bastano. Le somme da erogare dovranno corrispondere all’impegno, alla qualità e alla quantità del lavoro prestato", dichiarano i sindacalisti.
 
"La Fsi-Usae Sicilia su quel tavolo lotterà affinché le somme vengano assegnate proporzionalmente anche al restante personale del pubblico e del privato, Infermieri, medici, tecnici, oss, ecc. impiegato nei reparti e nei servizi non adibiti a Covid-19 della regione ma che hanno rischiato e continuano a rischiare ogni giorno e notte, senza sapere se i pazienti hanno contratto il virus Covid-19. Nessuno, amici e avversari, di qualsiasi estrazione, potrà ostacolare tale accordo regionale. Ricorreremo, se necessario, a tutte, le azioni previste dalla legge. La vita dei sanitari e soprattutto delle nostre famiglie è al di sopra di tutto e di tutti, nessuno escluso", conclude il sindacato.
 

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