Cronaca

Scuola e Covid, in vista uno stop fino al 31 per le superiori e una stretta pure per i più piccoli

Sul tavolo del governo regionale, che attende il parere del Cts per decidere, l'ipotesi della didattica a distanza nei licei per tutto gennaio. Si profilano chiusure o restrizioni anche per gli studenti del primo ciclo. Intanto cresce la paura dei genitori: oggi solo 50 presenti (su 550) nei nidi comunali

Scuole superiori chiuse e didattica a distanza almeno fino al 31 gennaio. Possibilità di stretta anche per le scuole del primo ciclo (elementari e medie) e per il comparto infanzia (0-6 anni). Queste le ipotesi sul tavolo del governo regionale, che attende oggi il parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) per prendere una decisione definitiva.

La crescita esponenziale di contagi da Coronavirus in Sicilia pesa sulla riapertura di tutte le scuole. La posizione del presidente della Regione Nello Musumeci è improntata alla "massima prudenza" e, a Palermo, il sindaco Leoluca Orlando si è già detto "pronto a chiudere le scuole di competenza comunale". L'orientamento della Regione è di emanare un provvedimento valido almeno fino al prossimo 15 gennaio. Quasi certo lo stop alle lezioni in classe alle superiori, mentre si sta ragionando su quali restrizioni prevedere nelle altre scuole. Intanto la preoccupazione cresce: oggi in città, su 550 bambini che frequentano gli asili nido, si sono registrate solo 50 presenze. Vero è che alcuni nidi ancora non hanno riaperto dopo le festività natalizie, ma il dato è indicativo della paura di tanti genitori a portare i loro figli a scuola.

Per i più grandi resta irrisolto il "nodo" trasporti. Se dovesse essere confermata la chiusura delle superiori fino al 31 gennaio, la Regione avrà un mese circa di tempo per mettere a punto i nove piani operativi del trasporto urbano che l’assessore Marco Falcone ha concordato coi prefetti, con la stima di almeno 800 corse aggiuntive di autobus.  

Nel sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore della sanita "in Sicilia, alla data del 5-1-2021, sono stati riportati 1.666 casi associati ad esposizione scolastica, di cui 1.201 in popolazione studentesca. Il picco complessivo di casi si è registrato nella settimana tra il 2 ed il 9 novembre, con 169 casi in studenti e 85 in personale o altre categorie. Oltre la metà dei casi in popolazione studentesca si è osservata in adolescenti over 14 anni".

L'Anief Sicilia ritiene che "non ci siano le condizioni per un ritorno in sicurezza dopo la pausa natalizia" e auspica "i test prima delle lezioni in presenza". Così si è espresso il segretario generale e vicepresidente regionale, Giovanni Portuesi, dopo il  tavolo regionale per la riapertura delle scuole che si è riunito stamattina in videoconferenza presso all'Usr Sicilia, alla presenza di sindacati, l’amministrazione comunale, l’assessorato regionale all’istruzione, Anci e i rappresentanti degli studenti e dei genitori. Tutti i presenti hanno condiviso la preoccupazione per l’aumento esponenziale dei contagi nell’isola registrata negli ultimissimi giorni. “La Regione - ha dichiarato Portuesi -ha confermato che nella giornata di oggi, domattina al massimo, il Cts pubblicherà il documento scientifico sulle misure da adottare che, probabilmente, saranno comunicate in occasione della riunione della task force regionale che si terrà domattina alle 12,30".

"Bisogna ascoltare ed informare tempestivamente le parti sociali; sul piano trasporti il sindacato non ha ricevuto alcuna comunicazione, oltre a non essere stato invitato ai tavoli prefettizi" ha aggiunto il vicepresidente regionale dell'Anief, convinto che "in queste condizioni è impensabile parlare di riapertura delle scuole l’11 gennaio. La Dad deve proseguire almeno fino al 31 gennaio per utilizzare le prossime settimane per uno screening generalizzato di tutto il personale scolastico e degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado".

Rimangono ancora inattuate le richieste di una maggiore protezione dei docenti e delle docenti della scuola dell’infanzia così come stabilito al tavolo regionale svoltosi ai primi di dicembre. Un invito pressante al governo regionale è stato fatto affinché si preveda fin da subito "un piano capillare di vaccinazioni per il personale scolastico, mettendo subito in campo le risorse necessarie e una adeguata programmazione".

Per il presidente nazionale dell'Anief, Marcello Pacifico, "riprendere le lezioni a scuola tra pochi giorni potrebbe rivelarsi assai pericoloso. Il problema non è la percentuale di allievi da far tornare in classe ma evitare, in un periodo in cui la seconda ondata di Covid è forte, che il virus si diffonda ancora di più e si incroci con il periodo di massima infezione dell’influenza stagionale che storicamente si registra proprio in queste settimane. Inoltre, la divisione del ritorno in classe tra scuola del primo ciclo, medie e superiori non la comprendiamo, se non dal punto di vista didattico poiché è più facile fare didattica a distanza con gli studenti della scuola superiore”.

In conclusione, secondo il leader nazionale dell’Anief, "sarà importante conoscere i numeri del contagio dell’8 gennaio. A questo punto, riteniamo che la riapertura delle superiori potrebbe slittare al 18 gennaio, come aveva detto Anief, oppure all'1 febbraio, come alcune Regioni hanno già deciso di fare".

"Oggi abbiamo registrato forte e condivisa preoccupazione da tutto il mondo della scuola in ogni sua componente - afferma il sindaco Leoluca Orlando -. Una preoccupazione evidentemente condivisa dai tantissimi genitori, oltre l'80%, che oggi hanno scelto di non portare i propri figli nei nidi e nelle scuole dell'infanzia comunale. E' evidente che siamo di fronte a un momento di crisi gravissima, certamente ben più grave di tutte le fasi già vissute in Sicilia e a Palermo durante questa lunghissima pandemia, con un sistema sanitario in gravissima difficoltà per il continuo e veloce aumento dei contagi e dei ricoveri. La scuola non può restare come un ultimo baluardo, come un fortino assediato. Occorrono provvedimenti urgenti, organici e condivisi che permettano di limitare al massimo gli spostamenti, gli assembramenti e ogni forma di possibile esposizione al contagio. Il Comune è pronto a fare la propria parte per quanto di sua competenza, tornando a richiamare tutti e ciascuno alle proprie responsabilità e alla necessità di sostenere quanti saranno danneggiati dai necessari provvedimenti di contenimento dell'epidemia".

Articolo aggiornato alle ore 17 con la dichiarazione del sindaco Orlando

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