Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Scuola, i contagi "pesano" sulla riapertura: vertice Regione-comitato esperti

Il Consiglio dei ministri ha fissato all'11 gennaio il ritorno in presenza per le superiori; infanzia e primo ciclo invece in classe dal 7. Le Regioni potranno adottare proprie ordinanze. Gli assessori Lagalla e Razza incontreranno il Comitato tecnico scientifico per stabilire come muoversi

Il Consiglio dei ministri ha deciso: via libera al rientro in presenza al 50% per le scuole secondarie di secondo grado dal prossimo lunedì, 11 gennaio. Dal 7 al 9 gennaio le lezioni si svolgeranno, invece, a distanza, con la didattica digitale. Per le studentesse e gli studenti della scuola dell'infanzia e del primo ciclo (primarie e secondarie di primo grado) la ripresa avverrà invece dal 7 gennaio, in presenza. Queste le decisioni nazionali, valide quindi anche in Sicilia.

Ci sono però molte incognite. Dubbi legati all'andamento della pandemia e anche alle difficoltà di molte Regioni di adeguare il proprio sistema del trasporto pubblico alla mole di ragazzi che, inevitabilmente, ricomincerebbe a spostarsi. Non è escluso qiundi che il ritorno in aula possa subire ulteriori rinvii. "Restano ferme - si legge in una nota del Miur - le eventuali disposizioni adottate, con ordinanze territoriali, dalle singole Regioni". 

Dalla Regione fanno sapere che "è convocata per domani (mercoledì 6 gennaio), la riunione del Comitato tecnico scientifico regionale per discutere della riapertura delle scuole e valutare ogni iniziativa utile anche in vista della scadenza dei provvedimenti restrittivi contenuti nell'ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci in vigore fino al 7 gennaio prossimo". Alla riunione con gli esperti prenderanno parte gli assessori regionali Roberto Lagalla e Ruggero Razza, rispettivamente alla Istruzione e alla Salute. “Il governo regionale si riserva di acquisire dal Cts regionale i necessari aggiornamenti tecnico-sanitari, al fine di assumere decisioni conseguenti sulla data di ammissione in presenza del 50% degli studenti che frequentano le scuole superiori – dice Lagalla – Al tempo stesso, saranno verificati gli adeguamenti disposti a carico della rete regionale del trasporto pubblico”.

Dubbi sulla riapertura sono espressi dal Pd. Il deputato regionale Nello Dipasquale critica la "mancanza di un confronto tra Parlamento regionale e le parti sociali interessate. Non si conosce il metodo con il quale verranno gestiti i trasporti degli studenti. Sarebbe opportuno avviare una massiva campagna di screening della popolazione scolastica. Riaprire le scuole giovedì senza aver chiarito questi dubbi vorrà dire chiudere subito dopo. Allora meglio rimandare di una settimana". 

La centralità della questione trasporti viene ribadita anche capogruppo dem all'Ars, Giuseppe Lupo: "Il 2 luglio Musumeci decise di abolire il distanziamento sui mezzi di trasporto pubblico, una scelta che abbiamo definito scellerata e irresponsabile. Riteniamo che questa sia stata una delle cause che ha favorito la seconda ondata di contagi. Non dubito che la scuola sia un luogo sicuro, ma dubito fortemente che si sia fatto qualcosa sul rafforzamento dei trasporti pubblici. La Regione va avanti improvvisando: l'assessore Lagalla dice che si può ripartire mentre l'assessore alla Salute ritiene sia meglio rinviare di una decina di giorni il ritorno in classe".  

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